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Alexander Langer

Valerio Gardoni: A Brescia il ricordo di Alexander Langer uomo di pace

Brescia. Il 3 luglio di vent’anni fa Alexander Langer decise di interrompere la sua vita, uomo senza frontiere, pacifista, ambientalista e polio impegnato per i diritti, se n’è andato alla vigilia del massacro di Srebrenica.

A Brescia Alexander Langer viene ricordato lunedì 6 luglio alle 18, nella Libreria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con la presentazione del nuovo volume “Alexander Langer, costruttore di ponti” dedicato all’intellettuale altoatesino pioniere della “conversione ecologica” auspicata dalla Laudato si’ di papa Francesco. Insieme a Marco Boato, autore del libro pubblicato dall’editrice La Scuola, interverranno il senatore Paolo Corsini e don Fabio Corazzina, già coordinatore nazione di Pax Christi. Introduce e modera il giornalista Maurizio Lanzini.

Mancato a 49 anni, larghissima parte dei quali spesi a servizio degli altri nel segno del dialogo, della pace, della tutela dell’ambiente, giornalista, traduttore, insegnante, Langer nel 1989 fu eletto deputato al Parlamento Europeo e divenne il primo presidente del neo-costituito Gruppo Verde. Uomo politico nel senso più nobile del termine, Langer è stato soprattutto un “costruttore di ponti”: impegnandosi nella diplomazia della pace, a favore di relazioni più giuste tra i popoli, per la conversione ecologica della società, dell’economia e degli stili di vita.

Non a caso proprio “Alexander Langer: costruttore di ponti” è il titolo con cui l’Editrice La Scuola ha appena mandato nelle librerie  il profilo dedicatogli da Marco Boato, sociologo, giornalista, ricercatore universitario, più volte parlamentare, nonché noto esponente del movimento ecologista, che pure ha contribuito a fondare in Italia. Già autore di libri e saggi sul ’68, la questione cattolica e  l’ecologia politica, Boato ricostruisce in queste nuove pagine un ritratto a tutto tondo dell’amico nella consapevolezza di aver tratteggiato una figura più attuale che mai e che ha molto da dire anche alle nuove generazioni.

Per certi aspetti, anzi, nel dibattito sociale e politico Langer è oggi più “conosciuto”, e “riconosciuto”, di quando era in vita e subì amarezze e delusioni. L’autore, che ha condiviso tante iniziative di Langer, ci presenta un testimone del nostro tempo, non solo il protagonista più significativo dell’ecologismo politico in Italia e nella dimensione europea e internazionale. Ed ecco allora, nelle sequenze offerte da queste pagine, le radici sudtirolesi, il rapporto con la Chiesa, la formazione, il Sessantotto, l’impegno politico, la nonviolenza, l’impegno per il dialogo interetnico e, soprattutto, la “conversione ecologica” (leit motiv della nuova enciclica papale).

Come ricorda il cardinale Loris Francesco Capovilla nella  prefazioneanche Alex ha perseguito ostinatamente la pace, e, insieme, la custodia del creato. Ha inseguito con tenacia questi ideali. Ne ha fatto la sua passione e la sua vita”.  Completano il volume le testimonianze di Peter Kammerer, Adriano Sofri, Leonardo Zega, Edi Rabini.

Pagine che aiutano a ricordare un uomo, un tempo, un dinamismo senza soste palesato soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino quando Langer non risparmiò alcuna forza per contrastare i contrapposti nazionalismi, sostenendo le forze di conciliazione interetnica nei territori dell’ex-Jugoslavia. Alex non tollerava le divisioni etniche. In Alto Adige nel 1981 e poi nel 1991 si era rifiutato di aderire al censimento nominativo per la dichiarazione del gruppo linguistico, perché riteneva che ciò rafforzasse una politica di lacerazione invece che di coesione.

Dal sito popolis