pro dialog
Relazione finale attività 2015

RELAZIONE FINALE ATTIVITA' 2015

FONDAZIONE ALEXANDER LANGER STIFTUNG, Onlus

EUROMEDITERRANEA 2015: DA ALEXANDER LANGER A SREBRENICA

Euromediterranea si è affermata negli anni come cornice internazionale di scambio, dialogo interculturale e diffusione di informazioni su tematiche importanti a livello locale, nazionale, europeo ed extraeuropeo. In questa cornice la Fondazione Langer assegna l'annuale Premio Internazionale intitolato ad Alexander Langer, sponsorizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano. Questo riconoscimento ha lo scopo di presentare all'opinione pubblica il lavoro di persone che, con scelte coraggiose, indicano strade innovative per la difesa dei diritti delle persone e delle minoranze e per la ricerca di soluzioni solidali a bisogni e conflitti. Il nome Euromediterranea è nato dall'idea di un' Europa desiderabile, in grado di trasformare i conflitti in modo costruttivo ed aperta alle due sponde del Mediterraneo.

Nell'anno 2015, vista la coincidenza dei ventennali del genocidio di Srebrenica e della morte di Alexander Langer, la Fondazione ha ritenuto di unire in un'unica manifestazione Euromediterranea e la Settimana Internazionale della Memoria. La manifestazione si è tenuta in Bosnia-Erzegovina dal 3 al 11 luglio ed ha accompagnato la consegna del Premio Internazionale 2015. La Fondazione Langer ha effettuato sei missioni in Bosnia e Austria per sviluppare, insieme ai partner, le varie fasi organizzative dell'evento. Fra i partner: Irfanka Pašagić (Tuzlanksa Amica), Vehid Šehić (Forum dei cittadini di Tuzla), Marijana Grandits (comitato scientifico della Fondazione e co-promotrice, insieme a Langer, del Verona Forum) e Adopt Srebrenica.

Al viaggio hanno partecipato oltre 60 persone provenienti da varie località italiane.

Queste le tappe fondamentali:

3-5 luglio, Tuzla

Meeting internazionale “E' possibile un' Europa che non sia multiculturale?”, dedicato all'impegno di Alexander Langer nei Balcani durante il conflitto ed all'attualità del suo pensiero. Trasferire Euromediterranea 2015 in Bosnia-Erzegovina ci ha consentito di tornare per le strade che Alexander Langer aveva percorso fin dal 1991 per cercare di fermare una guerra che avrebbe raggiunto poi livelli di crescente violenza. Con il contributo di alcuni dei protagonisti di allora, in primis del “Verona Forum per la pace e riconciliazione nei territori dell'ex-Jugoslavia”, abbiamo provato a cogliere la “lezione bosniaca” suggerita da Alexander Langer nei suoi scritti. In particolare nell'appello del giugno 1995 - “l'Europa nasce o muore a Sarajevo”- ed in quella sintesi dell'esperienza di una vita che aveva cercato di trasmettere nel “Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica”. E' sembrato, questo, il modo migliore per ricordare Alexander Langer il 3 luglio, nella città di Tuzla che lui stesso aveva adottato come simbolo della resistenza interculturale.

Ospiti e relatori delle giornate - Vehid Šehić (Forum dei cittadini di Tuzla), Irfanka Pašagić (Tuzlanksa Amica), il sindaco di Tuzla Jasmin Imamović, un video messaggio della vice presidente del Parlamento Europeo Ulrike Lunacek. Edi Rabini, Mariana Grandits, Rada Gavrilović and Selim Beslagić. Membri del Parlamento Europeo: Paolo Bergamaschi, Igor Soltes and Davor Škrlec.

Nel pomeriggio del 4 luglio sono stati condotti sei laboratori: “Un tentativo di decalogo per la convivenza interetnica” (Andrea Rizza, Marijana Granditz); “Igmanska Inicijativa”, cooperazione tra città (Vehid Šehić, Miodrag Zivanović, Bekir Halilović); “Paths of Participation: Co-Shaping Democracy and Diversity” (Elisabeth Alber, Luca Bizzarri, Selma Huseić-Bačinović); “La cultura della memoria”, (Nataša Kandić, Srdan Vukadinović, Merka Duraković; “Il dizionario della convivenza – il ruolo dei media nei conflitti”, (Ahmad Rafat, Zlatko Dizdarević, Nemanja Zekić); “Art and culture as tools against dominant interpretations of reality”, (Safet Zec, Vlado Kerošević, Natasa Kakeš), Branko Todorović (Helsinki Committee di Bijeljina) e il Generale Jovan Divjak.

Attività culturali - La conferenza è stata accompagnata da numerosi eventi culturali con artisti provenienti dalla Bosnia e dall'Italia: l'esposizione delle opere del celebre pittore bosniaco Safet Zec, che ha dedicato una selezione di quadri ad Alexander Langer, la performance teatrale “Don Quihote” svoltasi per le strade della città, lo spettacolo di danza della compagnia Motus Danza di Siena ed il concerto conclusivo del Namaste Ensemble diretto dal clarinettista Guido Arbonelli e sostenuto dall'associazione Donatori di Musica..

La città di Tuzla ha piantato un tiglio nella sua piazza principale dedicandolo ad Alexander Langer, “Amico di Tuzla”.

6-8 luglio – Sarajevo

Per gli oltre 50 partecipanti ad Euromediterranea sono state organizzate visite della città ed ai luoghi significativi della storia recente. Fra questi ultimi il tunnel di Sarajevo, in compagnia del generale Divijak, ed il Museo di Storia dove si è tenuta la seconda rappresentazione dello spettacolo teatrale “Don Chijote”.

8-11 luglio – Srebrenica

Partecipazione alla preparazione della cerimonia di commemorazione del genocidio al Memoriale di Potočari (arrivo delle bare da Sarajevo; accoglienza dei partecipanti alla Marcia della Pace; cerimonia e sepoltura delle bare).

Dall'8 al 10 luglio è stato possibile partecipare alla Marcia della Pace: 90 km da percorrere a piedi da Nezuk a Srebrenica ovvero il tratto di strada percorso, nella direzione opposta, dagli uomini che fuggivano da Srebrenica dopo la caduta della città.

PREMIO INTERNAZIONALE ALEXANDER LANGER 2015

Il Comitato Scientifico della Fondazione Langer ha conferito il Premio Internazionale Alexander Langer 2015 ad Adopt Srebrenica ritenendo in tal modo di effettuare un gesto concreto in quest'anno di importanti ricorrenze. La Fondazione ha voluto così evidenziare, al di là delle commemorazioni, l'importanza e l'attualità, non solo per Srebrenica ma per l'Europa in generale, del lavoro svolto da Adopt.

Dalle motivazioni del Comitato scientifico della Fondazione Langer:

...Adopt si muove su più livelli e con due finalità. La prima è parlare di Srebrenica. E' vero che il suo nome ricorre spesso come simbolo spendibile nei discorsi del "mai più", è vero che il Parlamento Europeo ha dichiarato l'11 luglio “Giornata della memoria del genocidio”; ma dopo le commemorazioni, la città ricade ogni volta in un isolamento e in una marginalità uniche persino in un paese come la Bosnia, che l’Europa ha inondato di denaro e abbandonato a se stesso. La seconda finalità è operare con Srebrenica, giacimento e groviglio di dolore che si ha paura anche solo di sfiorare, ma in cui bisogna inoltrarsi se si spera di fare da ponte fra memorie amaramente contrastanti”. L'intero testo delle motivazioni a questo link http://www.alexanderlanger.org/it/877

Due rappresentanti di Adopt Srebrenica, Nevena Medić e Bekir Halilović, sono venuti a Bolzano il 2 luglio per la cerimonia di consegna del premio. Alla cerimonia, tenuta al Centro Trevi, con sala piena, hanno partecipato anche la Vice-presidente della Fondazione Cassa di Risparmio - Simona Kettmeir - ed il Presidente della Fondazione Stava1985, premio Langer 2010.

Sandro Ottoni, accompagnato dalla chitarra elettrica di Mauro Franceschi, ha presentato il suo recital che narra del “dopoguerra infinito” della Bosnia Erzegovina.

Il “Premio Langer 2015” e le attività di “Adopt Srebrenica” sono stati presentati pubblicamente in altre due importanti occasioni:

  • il 3 giugno, a Bruxelles, in occasione della commemorazione di Alexander Langer organizzata dal gruppo dei Verdi Europei: “Alexander Langer, a visionary witness of our time”. Merka Duraković e Nemanja Zekić, rappresentanti di Adopt, sono stati invitati a presentare il loro lavoro al Parlamento Europeo.

Al minuto 01:47:18 è possibile seguire i loro interventi: http://greenmediabox.eu/en/ct/91Alexander-Langer-A-visionary-witness-of-our-time

  • il 17 giugno, a Roma, come ogni anno, si è tenuta la presentazione del Premio Langer alla Camera dei Deputati. Valentina Gagić, Ademir Muharemović e Amra Nalić sono stati invitati a rappresentare Adopt Srebrenica in questa occasione, alla presenza della Presidente della Camera Laura Boldrini.

E' possibile riguardare i loro interventi a questo link: http://www.radioradicale.it/scheda/445232/premio-internazionale-alexander-langer-2015- allassociazione-adopt-srebrenica

ASSOCIAZIONE ADOPT SREBRENICA

Il progetto è nato nel 2005 in occasione del conferimento del Premio Internazionale Alexander Langer alla psichiatra, originaria di Srebrenica, Irfanka Pašagić, impegnata durante il conflitto bosniaco a favore delle donne vittime di violenze e dei bambini traumatizzati.
E' scaturito dalla volontà di applicare concretamente il “Tentativo di decalogo per la convivenza” di Alexander Langer ed, in particolare, l'ultimo punto riguardante il valore dei gruppi misti interetnici: “Le piante pioniere della cultura della convivenza: gruppi misti interetnici. Un valore inestimabile possono avere in situazioni di tensione, conflittualità o anche semplice coesistenza interetnica gruppi misti (per piccoli che possano essere). Essi possono sperimentare sulla propria pelle e come in un coraggioso laboratorio pionieristico i problemi, le difficoltà e le opportunità della convivenza interetnica. Gruppi interetnici possono avere il loro prezioso valore e svolgere la loro opera nei campi più diversi: dalla religione alla politica, dallo sport alla socialità del tempo libero, dal sindacalismo all'impegno culturale. Saranno in ogni caso il terreno più avanzato di sperimentazione della convivenza, e meritano pertanto ogni appoggio da parte di chi ha a cuore l'arte e la cultura della convivenza come unica alternativa realistica al riemergere di una generalizzata barbarie etnocentrica” (Alexander Langer, 1994).

Nel corso dell'anno 2015 la Fondazione Langer ha svolto un lavoro intenso di sostegno che ha fatto crescere e rafforzare il gruppo Adopt Srebrenica., gruppo di giovani rappresentanti il c.d. “potenziale locale per la pace”. Il tutto è stato possibile attraverso la creazione di relazioni con le persone e con il territorio, con gli strumenti del dialogo. La Provincia di Bolzano ed il Comune di Bolzano hanno finanziato, con progetti di cooperazione specifici, le attività di empowerment miranti alla crescita ed alla strutturazione del gruppo di Srebrenica, moltiplicatore delle tematiche prioritarie comuni ai vari soggetti impegnati nel sostegno di Adopt Srebrenica. Si è trattato in sostanza di accompagnare Adopt nella ricerca delle possibilità per un giusta pace attraverso diverse attività (empowerment della peace constituency). Con la supervisione della dott.ssa Irfanka Pašagić, psichiatra attiva nel campo dei traumi da conflitto, è stato svolto in aggiunta un lavoro sulla resilienza, sul rafforzamento della capacità di far fronte agli eventi stressanti della vita ( meccanismi di coping) e sulle dinamiche di gruppo. Il tutto tenendo sempre ben presente che ci si trova ad operare con persone traumatizzate, che vivono in un contesto traumatizzato e che tale contesto ha subito, a seguito del conflitto degli anni '90, una forte spaccatura traumatica nella sua continuità identitaria.

Il 2015 è stato un anno ricco di cambiamenti per Adopt Srebrenica, sia per quanto riguarda la sua organizzazione che per le azioni intraprese. Nei primi mesi, dopo aver operato sin dalla sua fondazione come gruppo informale, Adopt ha dato il via alla procedura per diventare Associazione. La nascita dell'associazione potrà favorire maggiore organizzazione all'interno del gruppo, più autonomia rispetto alla gestione dei fondi nonché proficue relazioni con gli altri soggetti locali e internazionali che da anni sostengono il progetto. Il tutto nella cornice di credibilità, a livello locale, che Adopt ha consolidato con il lavoro svolto in questi anni.

Il percorso intrapreso negli anni passati dai membri più “anziani” ha reso il gruppo in grado di accogliere nuovi giovani e di creare spazi e momenti di confronto per affrontare i nodi che inevitabilmente sorgono, in tale contesto, dall'approccio alla tematica della memoria, del dialogo e della rielaborazione del passato. Ogni anno il gruppo riesce a coinvolgere nelle attività un buon numero di pubblico locale.

I membri che ricoprono cariche previste dallo statuto dell'associazione, eletti dai 15 soci fondatori, sono: Muhamed Avdić, Valentina Gagić, Nemanja Zekić, Žarko Zekić, Amra Nalić, Merka Duraković, Ademir Muharemović, Nevena Medić, Bekir Halilović. All'inizio dell'anno Adopt Srebrenica si è stabilita in una nuova sede, sempre in pieno centro, di fronte al centro giovanile. La sede ha due piani e tre stanze che permettono di accogliere più persone e di organizzare meglio gli spazi di lavoro. L'ampliamento degli spazi si è reso necessario per l'aumento del lavoro e del materiale del centro di documentazione e per facilitare le attività con i gruppi italiani che, sempre più spesso, prendono contatti con Adopt quale importante punto di riferimento per chi vuole conoscere la realtà locale.

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ADOPT SREBRENICA

Nel corso del 2015 l'attività del centro di documentazione si è rafforzata ed ha portato il gruppo a un livello più alto per quanto riguarda le competenze sul tema dell'archiviazione, della ricerca e della rielaborazione. La collaborazione con l'Istituto della Resistenza di Torino, concretizzatasi in un workshop di 3 giorni a Torino nel febbraio 2015, ha dato il via a un processo di formazione sul tema dell'archiviazione e dell'utilizzo dei software adeguati alle esigenze del Centro. Oggi il Centro dispone di circa 300 fotografie e diverse video interviste.

Prosegue la raccolta e l'archiviazione del materiale in attesa di avere a disposizione il software che permetta la pubblicazione online. Alla base delle attività del centro si pone la riflessione su quali possano essere le “forme di narrazione” che riescano a valorizzare le storie raccolte tenendo conto, allo stesso tempo, delle specificità delle storie personali dei singoli membri di Adopt.

La particolarità di Adop sta proprio nel fatto di essere composta da narratori “dal di dentro”. Per questo è di estrema importanza il supporto della dott.ssa Irfanka Pašagić (Tuzlanska Amica) nelle fasi di ricerca e rielaborazione del materiale raccolto.

Grazie ai numerosi incontri svoltisi in Italia, con allievi delle scuole superiori e centri giovanili, e in Bosnia, in occasione di viaggi scolastici accompagnati dalla Fondazione Langer, continuiamo a ricevere conferme di quanto l'attività del centro costituisca un insostituibile strumento per dialogare con i giovani (in questo caso italiani) sulle complessità che si nascondono dietro parole quali “identità”, “convivenza”, “discriminazione”...e di come la necessità di riflettere in maniera critica su questi temi non conosca frontiere o periodo storico.

INTERNATIONAL NETWORK FOR SREBRENICA

Il 25 ottobre si è tenuto a Bolzano, nella sede della Fondazione Langer, un incontro della rete “International Network for Srebrenica”, rete che si è costituita nel 2012.

Hanno partecipato 45 persone provenienti da 10 città italiane e rappresentanti: la Provincia Autonoma di Bolzano, l' EURAC Accademia Europea di Bolzano – Istituto per lo Studio del Federalismo e del Regionalismo, i Comuni di: Srebrenica (BiH), Tuzla (BiH), Bolzano, Trieste, Pescara, Caramanico Terme, Penne, AICCRE Abruzzo; le associazioni: Miladonnambiente e Baobab di Pescara, La Vispa Teresa di Bolzano, Teatro Zappa Theater di Merano, Gruppo/Skupina 85 di Trieste, Centro Pace E. Balducci di Cesena, Buongiorno Bosnia Dobar dan Venecija, la rivista Una Città di Forlì, Sagapò Teatro di Bolzano, BZ 99 Bolzano, Amici della Natura – Naturfreunde Saviore (BS). Hanno partecipato anche persone non appartenenti ad alcuna istituzione o associazione ma che si sono avvicinate ad Adopt Srebrenica attraverso le attività proposte dalla Fondazione Langer.

L'incontro ha permesso di rinsaldare i legami fra realtà che, da anni e in diverse parti d'Italia, supportano il progetto Adopt Srebrenica e di far conoscere le attività di Adopt ad altre realtà che si sono avvicinate più di recente. Sono state definite le linee di azione da intraprendere nel futuro prossimo con il duplice obiettivo di sostenere l'attività di Adopt Srebrenica e di diffondere sul territorio sudtirolese, così come nelle città italiane rappresentate dai membri della rete, le tematiche portate avanti dell'associazione: convivenza interetnica, diritti umani e tutela delle minoranze, anti-discriminazione, rapporto tra identità dei gruppi etnici, nazionali, culturali, linguistici e territorio, gestione nonviolenta dei conflitti e cultura della pace.

FESTIVAL RESISTENZE CONTEMPORANEE

Progetto “Con gli occhiali del futuro”, marzo-maggio 2015

La Fondazione A. Langer, l’Associazione La Vispa Teresa ed il Teatro Zappa Theater hanno partecipato al Festival delle Resistenze Contemporanee 2015, quest'anno dedicato al tema del “futuro”. In particolare il progetto invitava a raccogliere storie e idee “che raccontano con fiducia un presente che incoraggi la voglia di farcela” ed iniziative “che vanno controcorrente e che si propongono di raccontare vie innovative per affrontare l’oggi ed il domani”. Il percorso presentato era rivolto a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione ai giovani, e partiva dal concetto di Futuro Amico elaborato da Alexander Langer. Il percorso aveva l'obiettivo di stimolare giovani e cittadinanza ad interrogarsi sulle best-practice atte ad individuare e valorizzare iniziative che aiutino ad affrontare in maniera innovativa il presente e le sue complessità.

Al progetto hanno partecipato 12 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 22 anni. Il percorso è stato diviso in 4 fasi: una fase di formazione e sensibilizzazione del gruppo di esploratori/moltiplicatori, ottenute attraverso la fornitura di input teorici sulle tematiche prioritarie del progetto e l'organizzazione di laboratori di team-building mirati; una seconda fase consistente nella mappatura del territorio alla ricerca di best-practices per sollecitare la ricerca-azione diretta da parte degli esploratori/moltiplicatori nei loro ambienti di riferimento con particolare attenzione alla comunicazione tra ambienti urbani e sociali diversi. In tale ambito sono stati proposti, per esempio, un incontro con la Cooperativa AKRAT di piazza Matteotti e la creazione di cartoline parlanti per la divulgazione dell'iniziativa e la raccolta di informazioni e partecipazione; la terza fase del percorso è stata impegnata nella rielaborazione del materiale raccolto attraverso una forma narrativa condivisa con il gruppo di lavoro ed in funzione della restituzione pubblica che sarebbe avvenuta poi durante le giornate del Festival; la quarta fase, destinata appunto alla restituzione pubblica, è stata realizzata attraverso una performance che ha coinvolto le numerose persone passate a visitare il percorso presentato presso Nero Giardini, negozio di calzature di via Milano nonché parte della rete di esercizi commerciali coinvolti nell'ospitare le attività del Festival.

Il progetto “Con gli occhiali del futuro” si è inserito in una più ampia cornice dedicata al coinvolgimento di giovani ragazze e ragazzi bolzanini in un percorso di riflessione sul tema della convivenza. I giovani coinvolti nel progetto “Resistenze” hanno costituito il primo nucleo di un gruppo che, in seguito ad una serie di incontri, ha coinvolto altri ragazzi nella partecipazione al viaggio “Destinazione Bosnia - Reiseziel Bosnien”, nell'ambito di Euromediterranea 2015 in Bosnia-Erzegovina. In collaborazione con gli educatori della Vispa Teresa è stato organizzato un percorso di formazione per la preparazione del gruppo al viaggio di luglio. Grazie al sostegno dell'Ufficio Giovani della Provincia di Bolzano otto ragazzi e ragazze, accompagnati dagli educatori Linda Martini e Michele Giancola, hanno preso parte a Euromediterranea 2015.

La restituzione dell'esperienza è avvenuta in due occasioni: la prima il 23 ottobre 2015 al termine della serata inaugurale dell'evento dedicato ad Alexander Langer “Le parole della convivenza – Offenes Wort”, la seconda il 19 novembre, ospitata dal Pippo Foodchillstage.

PUBBLICAZIONI

  • Con la collaborazione di Adopt Srebrenica e Tuzlanska Amica, e con il sostegno della Provincia di Bolzano, la Fondazione ha promosso la traduzione e la pubblicazione del volume “Come riferisce l'inviato da Srebrenica”, un mosaico di interviste raccolte dal giornalista Marinko Sekulić Kokeza a partire dal 1998 quando, fra immense difficoltà, i primi profughi cominciarono a ritornare a vivere a Srebrenica. Le parole degli intervistati danno vita a vividi quadri sulla realtà del ritorno in un luogo tanto difficile e doloroso: la ricostruzione delle strade e delle case dalle fondamenta, la lenta rinascita dei legami fra le persone, i primi concerti e festival organizzati in città. Le interviste, così come le fotografie che le accompagnano, costituiscono parte di quel patrimonio di memoria del territorio che, attraverso il lavoro del Centro di documentazione, Adopt Srebrenica intende preservare.

  • E' stato aggiornato e ristampato l'opuscolo con il testo di Alexander Langer “Dieci punti per la convivenza” in lingua serbo-croato-bosniaca, tedesca-inglese-italiana, come strumento di lavoro adatto ad animare riflessioni in contesti di conflitto interculturale, già oggetto di vari workshop con gruppi misti non solo in Bosnia Erzegovina, di traduzioni teatrali in scuole a Bolzano e Vipiteno e di un concorso teatrale promosso dall'associazione Sagapò Teatro;

  • S'intitola “I fiori di Srebrenica” il 4. quadermo (48 pagine) realizzato dalla Fondazione in collaborazione con la rivista di Forlì Una città, che documenta i 10 anni di relazioni intessute con le città di Tuzla e Srebrenica ed in particolare l'ultimo lavoro di ricerca svolto dall' Associazione Adopt Srebrenica, premio Alexander Langer 2015 (leggibile e scaricabile sul link http://www.unacitta.it/flip/srebrenica/

MOSTRE

In occasione di Euromediterranea 2015 e dell'anniversario della scomparsa di Alexander Langer sono state realizzate ed esposte due mostre:

Alexander Langer, from South Tyrol to Srebrenica. On the importance of mediators, bridge builders, wall jumpers and frontier crossers”, (in due versioni, inglese e bosniaco). Composta da 14 pannelli di dimensione 70X90, la mostra è costruita su tre linee narrative che procedono in modo parallelo e che presentano al tempo stesso l'attività di Alexander Langer e quella svolta dalla Fondazione fino ad oggi. La prima linea ripercorre le principali tappe del lavoro di Alexander Langer come parlamentare europeo, in particolare in relazione al suo impegno per fermare il degenerare della guerra in ex-Jugoslavia. Lungo tutti i pannelli sono riportati i dieci punti del testo “Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica”, scritto nel 1994, per presentare la sintesi del pensiero di Langer riguardo al tema della convivenza, tema nato dalla sua esperienza in Sudtirolo e dalla approfondita analisi del contesto balcanico. La mostra presenta inoltre i destinatari del Premio Internazionale Alexander Langer dal 1997 ad oggi. La versione inglese della mostra è stata esposta a Bruxelles in occasione della commemorazione di Alexander Langer il 3 giugno 2015, organizzata dal gruppo dei Verdi europei, e durante la consegna del premio Langer a Bolzano il 2 luglio 2015 al Centro Trevi.La versione in bosniaco è stata esposta a Tuzla ed a Sarajevo durante Euromediterranea 2015. A Tuzla durante la conferenza internazionale “E' possibile un Europa che non sia multiculturale?” ed a Sarajevo al Museo Nazionale di Storia della Bosnia-Erzegovina, dove è rimasta esposta fino a fine settembre 2015.

Centro di documentazione Adopt Srebrenica”, (una versione bilingue italiano e bosniaco) che presenta l'ultimo lavoro del Centro di documentazione Adopt Srebrenica: una ricerca su una selezione di fotografie scelte e raccontate dai membri di Adopt all'interno della cerchia familiare e amicale con l'obiettivo di ricostruire le storie di coloro che vi sono rappresentati. La mostra è stata pubblicata sul quaderno “I fiori di Srebrenica”.

LE PAROLE DELLA CONVIVENZA – OFFENES WORT

Dopo aver ricordato Alexander Langer dal 3 all'11 luglio tra Tuzla, Sarajevo e Srebrenica, la Fondazione ha organizzato a Bolzano tra il 23 e 25 ottobre degli incontri pubblici, ben frequentati e seguiti dai media locali. L'evento è stato occasione per riflettere sulle radici locali della Fondazione. Durante le 3 giornate si sono tenuti laboratori, presentazioni di libri, performance artistiche e seminari. Nell'occasione sono stati presentati i contenuti del fondo archivistico, ancora incompleto, raccolto e ordinato negli anni ed in procinto di essere affidato in comodato all'Archivio provinciale di Bolzano. Qui una sintesi del programma svolto.

23 Ottobre

“Conflict kitchen: Menschen auf der Flucht: accoglienza & integrazione”: la Fondazione ha voluto aprire la rassegna con uno scambio di esperienze e riflessioni sul tema dell'accoglienza tra diverse realtà territoriali: Sudtirolo, altre realtà italiane, Tirolo. "Conflict kitchen" è stata realizzata in collaborazione con la cooperativa Blufink. Sono emersi, in questa sede, la necessità di un maggior coordinamento tra soggetti attivi nel settore in questione, l'importanza di avviare tempestivamente attività di integrazione al fine di facilitare l'inclusione sociale e lavorativa delle persone accolte ed infine il valore di un'attiva partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza in questi processi.

Nell'occasione è stato presentato il quaderno della Fondazione “Da Lampedusa al Brennero” e lo speciale sullo stesso tema della rivista “Gli asini”. Hanno partecipato: Giovanna Vaccaro (Borderline-Sicilia), Fausto Stocco (Comune di Modena), Monika Weissensteiner, Salvatore Saltarelli, Bettina Foa, Maria Bacchi, Anna Maria Gentili, Mohsen Farsad della Fondazione Langer.

Fioreria Schullian: Vent’anni con Alex: Letture, poesie, musica, foto, video, cibo. Sono intervenuti tra gli altri Dietmar Larcher, Federico Faloppa, Roberta Dapunt, Giovanni Damiani, Marino Vocci.

Musica: Christine Bauhofer, Matteo Facchin, Pietro Berlanda, Daniele Ravagnani
Anteprima del video di Ziyah Gafic sul don Chisciotte messo in scena con Teatro Zappa Theater a Tuzla e Sarajevo messo in scena nel luglio scorso; performance di un gruppi di giovani della Vispa Teresa che avevano partecipato al viaggio bosniaco.

24 Ottobre

Pastoral Zentrum, piazzetta Duomo, Un bilancio guardando al futuro, con Edi Rabini, Irfanka Pasagic, Simone Belci

"Oltre Caino e Abele" - "Jenseits von Kain und Abel"

Presentazione a più voci delle edizioni italiana e tedesca di due libri della casa editrice Alpha&Beta Verlag 2015, che raccolgono riflessioni sui "10 punti per la convivenza di Langer". A cura di Hans Karl Peterlini, Massimiliano Boschi, Adel Jabbar. Sono intervenuti nell'occasione il Presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher e il professore di Klangefurt Dietmar Larcher, tra gli autori dei saggi raccolti nel libro.

"Minima personalia", il fondo archivistico Alexander Langer è stato presentato da Ingrid Facchinelli, Fabio Levi, Giorgio Mezzalira, Jutta Steigerwald.

Il Centro di documentazione Adopt Srebrenica è stato presentato da tre membri dell'associazione: Žarko Zekić, Bekir Halilović, Valentina Gagić e da Irfanka Pašagić, psichiatra di Tuzla, presidente dell'associazione Tuzlanska Amica, partner della Fondazione Langer nel progetto Adopt Srebrenica.

All'interno della manifestazione SPAZIOLIB(e)RO 2015 c'è stata la presentazione del libro bilingue che raccoglie il testo incompiuto di Alexander Langer "ABC Südtirol", casa editrice Alpha&Beta Verlag 2015, con introduzioni di Siegfried Baur e Giorgio Mezzalira.

Il 25 ottobre la manifestazione si è conclusa con un'assemblea generale della rete International Network for Srebrenica, di cui riferisce altra parte della presente relazione.

MIGRAZIONI, PER UNA CULTURA DELL'ACCOGLIENZA

A partire dal Premio Internazionale Alexander Langer del 2014, conferito all'associazione Borderline Sicilia, la Fondazione Langer ha deciso di dedicare una parte del proprio lavoro al tema

La Fondazione è parte attiva di una rete tra soggetti che, in tutto il territorio nazionale, sono impegnati in questo settore e costituiscono esempi di “best practice”. La Fondazione, tramite la rete, ha partecipato ad alcuni incontri pubblici (Pisa nel 2014 e Mantova nel 2015).

A livello locale, da settembre 2014, in collaborazione con l'OEW (Organizzazione per un Mondo Solidale), la Fondazione ha iniziato e portato avanti l'attività del Brenner/o Border Monitoring: una presenza di monitorag“Borderlands – Migrazioni, accoglienza: Alle Menschen (-Rechte) geschützt?”.gio attivo lungo la “rotta del Brennero”. Un impegno pratico dopo l'esperienza pluriennale della Fondazione di co-promuovere il "Master Mediatori dei Conflitti - Operatori di Pace". Alcuni dati del monitoraggio sono stati diffusi, tramite pubblicazioni e incontri pubblici, per sensibilizzare ed informare.

Uno dei momenti importanti di questo processo di sensibilizzazione è stata l'iniziativa di confronto e dialogo, realizzata a ottobre 2015 a Bolzano nell'ambito della manifestazione organizzata dalla Fondazione Langer “Le parole della convivenza – Offenes Wort” in collaborazione con blufink, sul tema Integrazione e microaccoglienza diffusa – scambio tra esperienze territoriali.

Necessità qui aprire una breve parentesi. Quasi quotidianamente arrivano notizie sulla situazione di profughi in Europa od ai confini dell'Unione Europea. La questione principale veicolata dai mass-media è: quante persone l'Europa/l'Italia/il Sudtirolo saranno in grado (o avranno voglia) di accogliere? Come accogliere? Come creare una società inclusiva? Con gli arrivi dei profughi, in Europa, si stanno mettendo in discussione i modelli del Welfare Sociale, ci si interroga su come far fronte alle nuove sfide sociali, culturali ed economiche e contemporaneamente su come affrontare le reazioni di paura o sfiducia da parte della popolazione locale. Viene preso sempre più in considerazione, e si sta affermando, il modello di micro-accoglienza diffusa: da un lato presenta vantaggi economici, dall'altro è una risorsa che permette integrazione ed inclusione partecipata che parte dal basso, che coinvolge il territorio in cui tende a realizzarsi ed a svilupparsi secondo le logiche fondate dalle reti sociali diffuse.

In occasione della “conflict kitchen” sono stati condivisi diverse esperienze e modelli d'accoglienza, realizzate a livello locale, italiano e tirolese. Gli attori locali e la popolazione del territorio sono stati invitati a partecipare attivamente per riflettere insieme sull'accoglienza di oggi e, a partire dalle sfide e dalle esperienze positive, su come poterla sviluppare nel prossimo futuro. L'incontro ha visto un' ampia partecipazione locale. Sono emersi, in questa sede, la necessità di un maggior coordinamento tra soggetti attivi nel settore in questione, l'importanza di avviare tempestivamente attività di integrazione al fine di facilitare l'inclusione sociale e lavorativa delle persone accolte ed infine il valore di un'attiva partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza in questi processi.

I gruppi tematici coordinati da Monika Weissensteiner sono stati introdotti da Luca Critelli e Fausto Stocco ( Il ruolo del amministrazione pubblica – quali modelli nell'accoglienza profughi?), Florian Stolz, Giovanna Vaccaro (quali forme di accompagnamento all'integrazione nell'accoglienza), Cinformi con Centro Astalli e Punto d'Approdo Trento, Fofana Soa Makan (accoglienza: quali offerte, opportunità e sfide dell'economia locale e per l'integrazione lavorativa?), Anna Maria Gentili e Sonja Cimadon (la situazione dei rifugiati in Africa, motivi di fuga e intrecci globali).

Nella pagina del sito della fondazione dedicata all'evento è pubblicata una sintesi degli interventi e delle considerazioni emerse http://www.alexanderlanger.org/it/910

In apertura di manifestazione è stato presentato il trailer di “Europa Dreamin'” (I confini dell'Europa: chi li attraversa, chi li ha attraversati). Un progetto ispirato dalle parole di Alexander Langer, ideato da Matteo Moretti, ricercatore dell'Università di Bolzano, in collaborazione con Monika Weissensteiner (antropologa, Fondazione Alexander Langer Stiftung) e Massimiliano Boschi (giornalista).

Pubblicazioni al riguardo:

Nel maggio 2015 la Fondazione ha pubblicato, in collaborazione con la rivista “Una Città” di Forlì, il terzo Quaderno dedicato alla cultura della convivenza dal titolo “Da Lampedusa al Brennero” (40 pagine), che documenta l'impegno di Borderline-Sicilia, premio Langer 2014 ed il lavoro di rete sviluppato dalla Fondazione sul tema. Il Quaderno è leggibile e scaricabile dal link

http://www.unacitta.it/flip/lampedusa-brennero/files/assets/common/downloads/Da%20Lampedusa%20al%20Brennero.pdf

Nel sito della Fondazione sono pubblicati http://www.alexanderlanger.org/it/895 altri documenti, tra i quali

ALTRI PROGETTI

Media monitoring e territorio plurale”

Nel corso del 2015 la Fondazione ha concluso il progetto di educazione allo sviluppo Informazione critica e ruolo dei media nel dialogo tra culture” sostenuto dalla Provincia di Bolzano, particolarmente collegato al tema dell'accoglienza.

Il progetto prevedeva un percorso proposto alle classi delle scuole superiori composto da 14 incontri sul tema del rapporto tra media e discriminazione. Si sono susseguiti tre incontri, con funzione introduttiva, nelle scuole IISS Claudia de' Medici, Liceo Giovanni Pascoli e Istituto Gasteiner, 10 incontri con le singole classi interessate a seguire l'intero percorso e l'incontro conclusivo nell'aula magna dell'IISS Claudia de' Medici.

21-22 Settembre

Agli incontri di apertura, tenutisi nelle aule magne dell'IISS Claudia de' Medici, del liceo Giovanni Pascoli e dell'Istituto Gasteiner, hanno partecipato in tutto 241 ragazzi. Gli incontri hanno fornito agli studenti le basi per comprendere la relazione fra media e discriminazione e l'importanza di sviluppare un pensiero critico attraverso esempi pratici e analisi di titoli e articoli di giornale. I relatori: Udo Enwereuzor, esperto di discriminazione, lavora presso il COSPE (Firenze), Robert Gabrielli, presidente dell'Associazione “Sinti nel mondo” (Merano), Mara Alaimo, studentessa di scienze sociali e interculturali all'Università di Venezia.

Settembre-Novembre

Ai tre incontri introduttivi sono seguiti i 10 incontri di due ore ciascuno svoltisi nelle classi che hanno aderito all'intero percorso, conclusosi con l'incontro finale del 10 novembre 2015. Le classi che hanno aderito sono: la IV A dell'Istituto Pascoli (Prof. Valeria Angelucci), la IV A del De Medici (Prof. Rita Grassiccia) e la VC (Prof. Loredana Motta), per un totale di 45 studenti.

Durante gli incontri con le classi sono state adottate diverse modalità di approccio alternando momenti frontali a lavori di gruppo, presentazioni da parte degli studenti, visione di filmati e attività laboratoriali. Le classi, accompagnate dalle insegnanti, hanno messo in pratica attività di monitoraggio dei media tra un incontro e l'altro, presentando ai collaboratori della Fondazione Langer e ai relatori i materiali individuati considerati di interesse per arricchire le discussioni.

Nell'affrontare le tematiche proposte dal progetto è stato fatto ricorso alla guerra in ex-Jugoslavia come “lavagna didattica” sulla quale verificare gli effetti devastanti di una manipolazione estrema dei mezzi di informazione. In particolare, il caso studio della guerra in Bosnia-Erzegovina e del genocidio di Srebrenica si sono dimostrati molto efficaci per portare i ragazzi ad affrontare il tema della costruzione del pregiudizio nei confronti dell'“altro”, ragionare su cosa significhi “noi” e cosa “loro”, su chi possa restare escluso da questo “noi” e per quali ragioni, fino alle più estreme conseguenze. L'attività che la Fondazione Langer porta avanti da anni con il progetto Adopt Srebrenica ha fornito un campo d'analisi importante a questo proposito. L'esempio dei giovani di Adopt, dell'età dei ragazzi coinvolti nel progetto o poco più grandi, che sperimentano quotidianamente sulla loro pelle gli effetti di una guerra (e di un dopoguerra) dove i mezzi di informazione hanno costituito uno strumento di primo piano nel contribuire ad alimentare il conflitto diffondendo paura e notizie false, ha fatto ragionare i ragazzi su come si formino nell'immaginario collettivo i presupposti culturali che giustificano la violenza strutturale e quella diretta.

10 Novembre – Incontro finale

L 'incontro pubblico finale del percorso di progetto “Media monitoring” si è svolto nell'aula magna dell'IISS Claudia de' Medici di Bolzano. Hanno partecipato una quarantina di studenti dell'IISS de' Medici e del Liceo G. Pascoli, le insegnanti che hanno accompagnato il progetto, gli esperti coinvolti nelle attività (Udo Enwereuzor, Mara Alaimo, Robert Gabrielli,), gli ospiti Anna Meli (rappresentante di Carta di Roma) e Giuseppe De Cesare (caporedattore di RAI 3), Salvatore Saltarelli ed Edi Rabini (Fondazione Alexander Lager Stiftung) ed i coordinatori delle attività con gli studenti Giulia Levi e Andrea Rizza.

ALTRE ATTIVITA'

Respect&plurality, 11 Settembre, Giornata contro la discriminazione”

La Fondazione Alexander Langer ha partecipato e contribuito all'organizzazione dell'evento Respect&plurality, promosso dall'associazione Nevo Drom ed altre associazioni bolzanine, e dedicato al rapporto tra media e discriminazione. L'evento ha visto la partecipazione di numerosi ospiti che hanno preso parte alla tavola rotonda di confronto fra attivisti della società civile e giornalisti.

Costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera - due giorni di confronti e dibattiti sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza, 21-22.11.2015, Mantova”

La Fondazione ha contributo all'organizzazione dell'incontro con gli esponenti della rete che si è creata in occasione della consegna del Premio Langer 2014 all'associazione Borderline Sicilia.

Hanno partecipato tra gli altri: Edi Rabini (presidente della Fondazione Alexander Langer), Luigi Monti (direttore della rivista 'Gli asini' ed educatore dell'Associazione Giunchiglia), Fabio Ballerini (educatore), Marco Carsetti (fondatore delle edizioni Else e collaboratore della rivista "Gli Asini"), Sara Honegger (coordinatrice della scuola di italiano Asnada), Chiara Scorzoni (Centro Intercultura del Comune di Nonantola), Gianfranco Schiavone (ASGI), Fausto Stocco (coordinatore dei servizi Sprar del Comune di Modena e socio di Giunchiglia), Monika Weissensteiner (antropologa, Fondazione Alexander Langer), Francesco Ciafaloni (studioso di economia, Lavoro e movimenti migratori). L'incontro è stato moderato da Maria Bacchi, dell'associazione Mantova solidale.

Rassegna cinematografica “Flussi” dedicata al tema dell'immigrazione organizzata dal Cineforum Bolzano in collaborazione con la Fondazione Alexander Langer e la Biblioteca Culture del Mondo. La rassegna ha avuto inizio a novembre 2015 e proseguirà, con un totale di sette proiezioni, fino a maggio 2016.

ARCHIVIO - BIBLIOTECA

Negli anni è cresciuta una piccola biblioteca specializzata aperta al pubblico (libri, video, documenti, ritagli stampa), che si è formata intorno:

  • all’acquisizione e l’ordinamento dei materiali di lavoro di Alexander Langer;

  • ai libri che contengono testi scritti dal 1960 al 1995 da Alexander Langer e pubblicazioni sul suo lavoro;

  • ai personaggi destinatari del Premio Alexander Langer e degli ospiti di rilievo agli incontri euro-mediterranei;

  • allo studio dell'esperienza autonomistica sudtirolese;

  • al tema della Cultura dell'accoglienza e della gestione creativa dei conflitti.e creativa dei conflitti

La Fondazione in Rete
In una Fondazione basata essenzialmente sul lavoro volontario, sono decisivi i rapporti di collaborazione con:

  • quella parte di amici e sostenitori che più partecipano, con contributi anche finanziari, alle sue attività;

  • persone e gruppi che mantengono in autonomia rapporti con qualcuno delle destinatarie e i destinatari del Premio Internazionale Alexander Langer;

  • giovani studenti e ricercatori che chiedono assistenza per stage e tesi di laurea o per approfondimenti;

  • gruppi e associazioni che vogliono conoscere e far conoscere la vita, le opere e gli scritti di Alexander Langer;

  • riviste, istituzioni culturali ed educative, in sintonia con gli scopi della Fondazione.

Sito della Fondazione

Il sito della Fondazione www.alexanderlanger.org, che registra mediamente 30.000 contatti annuali., raccoglie, in formato scaricabile, una parte cospicua degli scritti di e su Alexander Langer, oltre ad un'ampia documentazione del lavoro svolto.

Nel corso del 2005 sono state notevolmente arricchite le sezioni del sito riguardante il lavoro di Alexander Langer in ex-Jugoslavia (Testi langer it-dt-eng) e quella relativa alla Cultura della convivenza (progetti).

Il sito rende inoltre conto delle attività svolte, dei documenti pubblicati e contiene una ridotta Galleria fotografica degli eventi stessi.

La Fondazione Alexander Langer è anche presente sul social network Facebook, con un gruppo che conta circa oltre 5.000 amici, aggiornato in media due volte alla settimana. E' attivo un programma di mailing list che nel 2015 ha inviato 25 comunicazioni ad amici, sostenitori e simpatizzanti che ne hanno fatto richiesta.

Bolzano, 29.1.2016

Edoardo Rabini