pro dialog

Alexander Langer

Leoluca Orlando: ciao Alex, leader di valori e non di potere
Ciao Alex, tanti episodi, tante strette di mano, tanti sguardi di incoraggiamento, tanti sorrisi...a Bolzano, a Bruxelles, a Palermo...e sempre di corsa, il desiderio, il gusto di dialogare rotto dal bisogno di andare altrove e subito. Il dovere, il senso del dovere. E così l'incontro umano sempre condannato a cedere il posto al dovere, al lavoro.

Adesso ti sei fermato, hai donato con la tua morte tragica a tutti noi un minuto di riflessione.

Alex, ricordi i tuoi primi viaggi a Palermo? Ricordi il sogno di un cambiamento divenuto realtà? Tanti anni fa. Ricordi il nostro primo incontro a Bolzano, così carico di futuro? E ricordi Alex quando appena eletto al Parlamento Europeo mi hai accompagnato con affetto dentro quel palazzo.

Un leader, si chiamano così le persone come te; questo sei stato, ma un leader etico, prima ancora che un leader politico. un leader di valori e non di potere. Un leader di rispetto e non di sopraffazione, un leader di pace e non di guerra; non un leader di potenza ma un leader di dialogo.

Dialogare era il punto estremo dell'orizzonte che ci hai indicato: pace attraverso il dialogo, sviluppo attraverso il idalogo, identità attraverso il dialogo. Un dialogo fatto di testimonianza, di vita e di poche parole. Anche l'ultima volta che abbiamo parlato insieme, a Bruxelles, hai usato poche parole: tutti intorno al tavolo a dare indicazioni, suggerimenti e tu a prendere nota, ad ascoltare, stanco certamente, stanco come spesso, ma attento come sempre.

Mi mancherà, ci mancherà la tua parola, mi mancherà, ci mancherà soprattutto la tua testimonianza, il tuo ascolto. Non dimenticherò mai, lì di fronte a me i tuoi occhi assonati. Non dimenticherò mai, attorno a te quella sera come sempre, i giovani bellissimi che dalle valli di Bolzano ti hanno seguito a Bruxelles.

Verrò a trovarti, come sempre, in ufficio a Bruxelles e troverò Uwe ancora in lacrime per il dolore, ma sono certo che tu sarai lì ad ascoltarci. "C'è un tempo per ogni cosa e questo è il tempo della tristezza", mi dirà ancora una volta Uwe, ma la sua voce mi parrà la tua voce.

Verrò a riceverti a Palermo in settembre quando i Verdi di tutta Europa verranno per una riunione sul Mediterraneo che con tanto amore stavi organizzando, e so già di poter contare a Palermo sul tuo ascolto.

Tornerò tra le tue Dolomiti e continuerò a parlare di te, del mio orgoglio di esserti stato amico e tu sarai lì ad ascoltarmi. Continuerò a pregare il dio comune e sono certo che tu sarai ad ascoltarmi.

Ho pianto quando ho saputo che ti sei fermato, ma adesso, "asciugata ogni lacrima", voglio dirti grazie di quanto mi hai dato, grazie per avermi ascoltato, grazie di avermi fatto fermare a riflettere sul senso della vita.

Ciao Alex.