Quattro giorni di incontri ed eventi culturali a Bolzano e Trento, conclusi dal convegno internazionale "Tredici anni dopo Dayton". Un'iniziativa che prosegue il percorso avviato con la Prima Settimana Internazionale "Cooperation for Memory" svolta a Srebrenica dal 28 agosto al 1 settembre 2007. Partecipano delegazioni di giovani da varie parti dei Balcani: Srebrenica, Bratunac e Prijedor in Bosnia Erzegovina, Kraljevo in Serbia e Pec-Peja in Kosovo. Intervengono il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale di Srebrenica.
Il contesto
I quattro giorni di incontri si collocano nell’ambito del progetto “Adopt Srebrenica”, un’ampia iniziativa organizzata dall’associazione bosniaca Tuzlanska Amica e dalla Fondazione Alexander Langer di Bolzano. L'intento è promuovere a Srebrenica un processo di confidence building e di dialogo, una cultura di pace e di trasformazione nonviolenta dei conflitti. Per contribuire a tutto questo, il progetto si propone di favorire la nascita di un centro internazionale di incontro, di ricerca e di documentazione a Srebrenica.
Come primo passo concreto, ha avuto luogo a Srebrenica dal 27 agosto all'1 settembre 2007 una Settimana Internazionale dedicata al tema della memoria. Vi hanno partecipato esperti dalla Bosnia-Erzegovina e da altri paesi, rappresentanti delle organizzazioni locali e della società civile, persone interessate da Bosnia-Erzegovina, Italia, Germania, Gran Bretagna, Serbia, Croazia, Polonia, Belgio e una sopravvissuta del genocidio in Ruanda.
L'idea
E’ nata in quell’occasione l’idea di portare avanti il dialogo con un incontro analogo in un territorio neutro ed ospitale come il Sudtirolo. Qui nel passato si sono affrontati momenti di forte tensione etnica, e ci si è attrezzati, ad esempio con l’Accademia Europea, anche sul piano della conoscenza, della ricerca e della proposta per affrontare questo genere di conflitti.
Il 2008 sarà un anno decisivo per Srebrenica, in quanto nel mese di ottobre si terranno nuove elezioni comunali. E lo sarà per l’intera Bosnia–Erzegovina, dove si sta riflettendo su come riformare gli accordi di Dayton per evitare che il fattore etnico-nazionalista continui a rivestire un ruolo decisivo, ostile ad un futuro multiculturale del paese.
L’iniziativa si compone di un convegno pubblico, alcuni workshop a porte chiuse dedicati ad una delegazione di politici e giovani attivisti di Srebrenica e della Bosnia Erzegovina, eventi artistici e culturali ed una festa finale aperta a tutti.
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