pro dialog
Breve biografia di Andreina Emeri
Andreina Ardizzone Emeri è nata a Bolzano l’1.2.1936. Secondogenita dell’ingegnere Delfino Ardizzone, nato a Rosasco Lomellina (Vercelli) il 20.6.1901 e di Elsa De Maria, ancora vivente, nata a Como il 29.12.1902.

Nel 1927 Delfino, subito dopo aver conseguito la laurea in ingegneria al politecnico di Torino, si trasferisce a Bolzano per collaborare nella costruzione della centrale elettrica di Cardano. Negli anni successivi insegna all’Istituto Tecnico Industriale di Bolzano e diventa rappresentante per la “Loro-Parisini” (macchine da costruzione) e per la “Stigler-Otis“ (ascensori).
Elsa giunge a Bolzano insieme ai genitori Luigi De Maria, ufficiale dei carabinieri di origine napoletana, e Luisa Galeazzi Alpago Novello di origine cadorina.
La sorella maggiore di Andreina, Marialuisa Ardizzone, sposata Pan, è madre di due figli e felice nonna di sei nipoti.
L’infanzia di Andreina è serena e gioiosa. Cresce in una famiglia unita e di profonda osservanza cattolica, ove le figlie vengono educate all’impegno e alla serietà. Duri sono gli anni di sfollamento a Collalbo del Renon, durante la seconda guerra mondiale, dal 1942 al 1945, anche se verranno poi ricordati dalle sorelle come anni di scoperta e avventura.
Inizia a frequentare le elementari a Longomoso (Renon) in una pluriclasse con un'unica maestra. Le medie alle Marcelline di Bolzano e il liceo classico al Carducci. Viene ricordata dai suoi compagni di scuola come un’eccellente studentessa e rappresentante di classe.
Durante l’ultimo anno del liceo (1953–1954) conosce e inizia a frequentare Claudio Emeri. Quest’amicizia non viene all’inizio accolta bene dai genitori di Andreina. Considerano eccessiva la differenza di età: Claudio è di tredici anni più vecchio. Evidenti le differenze religiose: Andreina è cresciuta nell’osservanza della religione cattolica, mentre Claudio non è praticante.
Rilevanti le divergenze politiche: mentre il padre di Andreina è rappresentante del MSI, Claudio era stato nel 1947-1948 segretario del Fronte democratico popolare (PCI e PSI), poi assessore e consigliere comunale socialista fino al 1984.
Andreina e Claudio decidono di sposarsi e il matrimonio religioso viene celebrato il 22 dicembre 1955.
Il 14 agosto 1957 nasce il primogenito Andrea: brillante studente del liceo scientifico, uno dei leader del movimento studentesco di Bolzano, laureatosi a Siena in lettere, attore, colto da morte prematura il 24.3.1996 a Bergamo, all’età di 38 anni, mentre era in tournée con il teatro stabile di Bolzano, lasciando il figlio Martin di 16 mesi e la moglie Stefania Palassini.
Andreina ha sempre unito ai suoi grandi interessi intellettuali e lavorativi un profondo desiderio di maternità. Nonostante i grossi impegni famigliari, completa gli studi universitari, si laurea in giusprudenza, dà l’esame di avvocato, continua a lavorare nello studio legale con il marito.
L’11 ottobre 1960 nascono i gemelli Gian Claudio e Michele. Gian Claudio studia al liceo classico Carducci e si laurea in giurisprudenza a Firenze, dove esercita la professione di avvocato e vive con la moglie Claudia Artese e la figlia Ginevra. Michele studia al liceo classico Carducci, crea la MEM, azienda che si occupa di consulenza e soluzioni informatiche, vive a Bolzano con la moglie Roberta Francato e i figli Giulio e Giorgia.
Il 16 ottobre 1963 nasce l’ultimogenita Valentina: frequenta tutto l’iter scolastico in lingua tedesca, si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” a Roma, lavora come attrice in lingua italiana, tedesca e inglese.
Andreina collabora per molti anni al Centro Casa fornendo assistenza gratuita agli inquilini.
Per opera di un gruppo di donne fortemente motivate si forma a Bolzano nel 1971 il collettivo femminista Kollontaj e poco dopo, nel 1973, viene aperto il consultorio Aied del quale Andreina sarà presidente, fornendo anche consulenza legale a favore di donne in difficoltà. Entra a far parte del direttivo nazionale dell’Aied.
Con il gruppo Kollontaj e con il consultorio promuove e partecipa alle numerose iniziative e manifestazioni volte ad ottenere una nuova legislazione in favore delle donne.
Nel novembre 1983 entra in Consiglio provinciale e regionale per la “Lista alternativa dell’altro Sudtirolo”.
Il 30 luglio 1985, all’età di 49 anni, muore durante un viaggio in Norvegia.