pro dialog

Alexander Langer

Stili di vita: la "Campagna Nord-Sud"
In questo tempo di tanti altarini che si scoprono e degli dei che si rivelano idoli, anche nel mondo della cosiddetta cooperazione non governativa o delle ONG (Organizzazioni non governative) qualche scricchiolio forte si comincia a sentire.

Chi per anni o decenni aveva impostato la propria attività non tanto sul volontariato e sui rapporti diretti e paritari con persone e gruppi del sud del mondo, ma piuttosto sulla frequentazione di stanze ministeriali, convegni lottizzati, voci di bilancio statale e coperture politiche nel firmamento partitico, ora comincia a passare dei guai. E speriamo che siano guai seri, tali da obbligare ad una profonda revisione della propria azione e del senso e dello stile del proprio intervento.

Per ora però, paradossalmente, tra le prime vittime sembra esserci un reticolo che è totalmente al di fuori di quel mondo derivato dai favori dei potenti ed ai potenti: la "Campagna Nord-Sud", impegnata da oltre cinque anni su "debito, biosfera, sopravvivenza dei popoli", non riceve più quel pugno di milioni che le era stato assicurato per un certo tempo dai Verdi, e non riesce ad incassare alcuni suoi crediti, e rischia così di non poter far fronte al proprio debito ed alla propria sopravvivenza. Se così fosse, e se per la mancanza di un misero mucchietto di soldi a sostegno di alcune minime infrastrutture, la Campagna dovesse cessare le sue attività, sarebbe un vero peccato. Proviamo a vedere cosa la Campagna Nord-Sud, nei suoi primi cinque anni di vita, ha significato in Italia e nel mondo.

Quando la Campagna era partita, nel 1988, tra ecologisti e mondo della solidarietà con il Sud l'incomunicabilità era pressochè totale. Il terzomondismo pubblico in Italia si aggregava intorno ad alcuni temi tradizionali (Nicaragua, Palestina, Sudafrica), l'ecologia sembrava non interessare (e viceversa). Un economicismo spinto caratterizzava molti di coloro che si interessavano, anche attraverso prestigiosi istituti, del sud del mondo. L'approccio della Campagna Nord-Sud, nata da un fruttuoso intreccio tra ambientalisti, volontariato delle ONG, sindacalisti e movimenti di solidarietà ai popoli indigeni o con il Sud, era partito dalla considerazione che il pagamento del debito del Sud poteva avvenire solo a spese della natura, e che ciò sarebbe stato assai dannoso anche per il Nord. Da qui le prime iniziative 1988-89 sulla Banca mondiale (per esigere una radicale revisione ecologica e sociale dei suoi criteri), e la ridefinizione stessa del debito: "il vero debito da pagare è quello ecologico, non quello finanziario, sotto questo profilo il Sud è nostro creditore". Ciò portava non solo all'impegno sulla salvaguardia della natura nel terzo mondo (Parco Rio S.Juan, Nicaragua, p.es.), ma obbligò presto ad interrogarsi a fondo sul senso stesso della c.d. "cooperazione allo sviluppo", come nel frattempo erano stati ribattezzati gli "aiuti allo sviluppo". L'obiettivo apparentemente era scontato, lo "sviluppo" appunto: ma proprio qui si inseriva una radicale revisione, proclamata apertamente in uno dei convegni della Campagna, con un manifesto dove sullo sfondo della torre di Babele ("arriveremo fino al cielo") campeggiava la scritta "sviluppo? no, grazie!" La constatazione dei molti danni sociali, ecologici, economici e culturali inferti dalla cooperazione (erano i tempi delle grandi campagne sull'Amazzonia), ha portato all'idea di una necessaria "valutazione di impatto ambientale, sociale e culturale" della cooperazione ed all'istituzione di un Osservatorio che elaborava, su casi concreti (Brasile, Filippine, S.Domingo..), un metodo per compiere tale valutazione. Ovviamente il primo principio era che doveva essere fatta da e con persone radicate in quelle realtà locali, non dagli ennesimi esperti esterni. Su questa base si sono costruiti rapporti assai stretti e solidi con un numero crescente ed impressionante di partners del Sud: organizzazioni non governative, popoli indigeni, centri di ricerca, riviste, associazioni, esperti "a piedi scalzi". Condizioni ideali per affrontare la campagna dei "500 anni di colonialismo", a partire dall'autunno del 1991, con un forte coinvolgimento di esponenti locali di molti paesi del Sud, e a legarla strettamente alla preparazione del "vertice della Terra" a Rio de Janeiro, nel giugno 1992. La Campagna Nord-Sud non solo veniva chiamata aempre più spesso a dibattiti, iniziative e seminari in Italia, ma ormai aveva un nome e prestigio internazionale tale da essere chiamata alla co-presidenza dell'ANPED, l'alleanza dei popoli del nord per ambiente e sviluppo, ed inserirsi quindi al massimo livello al dialogo non-governativo tra Nord e Sud. Lo si è visto bene a Rio, dove nel "Global Forum" si è verificata e consolidata una comune leadership internazionale delle realtà impegnate intorno ai temi della natura, della critica allo sviluppo, della valorizzazione dell'apporto e della specificità delle donne, del sostegno ai popoli indigeni, delle tecnologie semplici, ecc. Un mondo, insomma, nel quale il denaro e la corsa al profitto sono rimpiazzati da valori reali, non cartacei. (Un lavoro di indagine e censimento di quel mondo ha portato alla costruzione di un Eco-Archivio, presso la Campagna Nord-Sud.)

Era naturale che la Campagna Nord-Sud in tal modo approdasse ad un approccio più generale, dove le "economie di vita" - le numerose incarnazioni dell'arte di arrangiarsi, della semplicità, della convivialità - appaiono una possibile alternativa all'inseguimento spasmodico di false ricchezze per sfuggire a false povertà. E che sempre più ci si convinca che l'aiuto essenziale che si può dare al giusto sviluppo del Sud sia una drastica museruola che dovremo imporre al nostro super-sviluppo del Nord. Che cioè l'aiuto ad un giusto e sostenibile sviluppo oggi sia, per certi versi, più necessario al nord, dove consumatori e produttori, risparmiatori e utenti hanno nelle loro mani le chiavi della giustizia e della sostenibilità ecologica delle condizioni di vita sul pianeta.

La Campagna Nord-Sud era, sin qui, uno strumento semplice, una tecnologia povera per promuovere un cammino importante. Non si sa ancora in che modo potrà continuare il suo lavoro.

(Campagna Nord-Sud, V.S.Maria dell'Anima 30, 00186 Roma, 06-6865842)