pro dialog

Alexander Langer

Per la vittoria del regno di Dio
Che cosa intendiamo quando diciamo “noi”? A chi ci riferiamo in realtà? “Noi” siamo i giovani della Congregazione Studentesca Mariana, giovani studenti cattolici, giovani disposti ad impegnarsi veramente per la vittoria del regno di Dio.
“Noi” non siamo disposti ad essere dei “cadaveri” inerti inseriti in uno schedario, né vogliamo essere un capitale passivo della Congregazione Mariana, o degli arti senza vita del corpo mistico di Gesú Cristo, ma piuttosto vogliamo essere dei giovani quantomai vivi, attivi, pronti a battersi forti della propria fede. In poche parole, vogliamo lavorare nel vigneto del Signore nostro Dio. Tuttavia, ciò non significa che “noi” ci riteniamo particolarmente “santi”, particolarmente “eletti” , o comunque “particolari”, ma semmai che, cosí facendo, compiamo semplicemente il nostro dovere, esaudendo la promessa che ciascuno di “noi” ha fatto alla nostra madre Maria, al cospetto di Dio, nel momento in cui è stato iniziato alla vita.

<<Cosí fate anche voi. Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite ‘siamo servi inutili. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare’.>> (Luca, 17,10).

Vorremmo esistere per tutti, essere d’aiuto a tutti ed entrare in contatto con tutti. Il nostro aiuto è aperto a tutti, cosí come per tutti vale la nostra preghiera. Venite a noi, e vi aiuteremo con tutte le nostre forze.
Avete per caso difficoltà a scuola e i vostri genitori non possono permettersi di pagarvi delle lezioni private? Rivolgetevi a noi con fiducia, e vi aiuteremo. Avete problemi coi professori? Siamo pronti a mediare tra voi e loro. E per qualsiasi altra esigenza, venite e saremo a vostra disposizione.
Che cosa ci spinge a fare tutto ciò? L’amore per il prossimo. Dobbiamo prendere sul serio la tanto declamata carità cristiana, senza mezze misure. È piú importante porre al servizio del prossimo il tempo e il denaro, la preghiera e il lavoro, tutte le nostre forze e la nostra buona volontà, che non restarcene a casa a leggere un libro avvincente, sciupare il nostro tempo o trascorrerlo in occupazioni secondarie. È per questo che vogliamo impegnarci socialmente, anche se a livelli modesti. E chissà che un giorno i nostri sforzi non riescano a sortire qualcosa di piú grande. Ecco perché ripetiamo: venite a noi, con fiducia, portandovi appresso tutti i vostri problemi, quali che essi siano. Caritas Christi urget nos!
Non vogliamo trascurare il cammino della nostra santificazione personale, ma se vogliamo essere migliori e piú perfetti, ci serve prima di tutto l’amore. Quanto volte, del resto, ce lo ricordano San Paolo, o le ultime parole di Luca, discepolo prediletto. <<Va’ e anche tu fa’ lo stesso.>> disse Gesú dopo aver narrato la parabola del buon Samaritano (Luca, 10,37). Non potremo mai amare il Dio che non vediamo, se non riusciamo nemmeno ad amare il nostro prossimo che vediamo benissimo e che è di fronte a noi. Anche questo ci ricorda il Vangelo. L’amore è la piú grande delle virtú, capace di ottenere qualunque cosa. Cerchiamo quindi anche noi di mostrare piú amore per il prossimo, per amore di Dio.
Anche “noi” vogliamo essere apostoli, e come promettemmo al momento del battesimo, quando fummo accolti in questa vita, vogliamo impegnarci con tutte le nostre energie per la causa di Cristo, il nostro re, senza riserve e senza fughe, senza timori e senza scorciatoie. Dobbiamo portare il vangelo vivente nel mondo, nel nostro contesto quotidiano, nelle nostre case come nella nostra scuola e nelle nostre aule, ovunque! È in quest’obiettivo che vediamo rispecchiato il nostro compito, il nostro sacerdozio laico, la missione che ci è stata affidata come giovani studenti cattolici. Ci consideriamo dei combattenti, dei militi che si battono per il regno di Dio.
“Noi” vogliamo essere giovani credenti nel senso pieno del termine, tanto nelle azioni quanto nel pensiero. Ma ciò non significa voler essere diversi, isolarci o indulgere ad atteggiamenti farisei. Anzi, ci sentiamo altrettanto freschi, giovani e gioiosi quanto gli altri, e la fede e la religione non sono per noi un ostacolo, bensí un’ancora necessaria e un solido appoggio. E proprio perché siamo ragazzi religiosi e credenti, vogliamo distinguerci da un lato eccellendo in fedeltà, coesione, cameratismo e solidarietà, e dall’altro esaltando il nostro essere giovani.

Articolo scritto nel novembre del 1961 da Alexander Langer, studente del liceo classico dei Francescani, per il giornalino interno dell’istituto “Offenes Wort”.

Titolo originale: “Für den Sieg des Gottesreiches”
Traduzione dal tedesco: Alberto Clò