pro dialog

Alexander Langer

Convegno di Abati a Praglia: autorità e autorevolezza

Si chiama "Gruppo di Chevetogne" (dall'omonima abbazia benedettina in Belgio) una rete informale tra abati e abbadesse d'Europa, che di tempo in tempo si ritrovano per una riflessione comune. Un sodalizio con profonde radici europee, com'è nella tradizione che risale a San Benedetto e a S.Scolastica, che oggi riunisce monaci cattolici ed ortodossi, impegnati nell'elaborazione di temi comuni ed uniti da una spiritualità comune.

L'incontro del febbraio 1995 si è svolto nella bellissima Abbazia di Praglia (Colli Euganei, nei pressi di Abano), su invito dell'abate Dom Bruno Marin, dedicato al tema dell'autorità. Anche alcuni relatori laici, invitati dai promotori, hanno contribuito alla riflessione; tra questi Marina Salamon, Tina Anselmi e Alexander Langer.

Il contributo di Alexander Langer si è incentrato sull'analisi di alcuni limiti nella legittimazione dell'autorità democratica oggi conosciuta e praticata, e sulla necessità di individuare fondamenti etici e sspienziali a sostegno e qualificazione dell'autorità. Riportiamo qui una breve sintesi del suo intervento.

"La domanda di autorità oggi appare forte anche in democrazia, e la mancanza di autorità rispettata e condivisa, credibile e ritenuta saggia, è assai avvertita. Le stesse discussioni su governabilità, riforma dei sistemi elettorali, riforma dello stato, ecc. contengono spesso una domanda di autorità meglio legittimata e meglio fondata di quanto non si incontri oggi normalmente.

L'autorità democratica, come la conosciamo oggi, si basa essenzialmente sul consenso elettorale. Ciò significa che essa è costantemente sottoposta alla mediazione deformante dei mezzi di comunicazione di massa, ed al rinnovo spasmodico ogni pochi anni (col voto), quando non addirittura nei mesi o settimane, attraverso l'uso frequente di sondaggi più o meno attendibili. Diventa difficile, dunque, esercitare un'autorità lungimirante e libera dalle pressioni demagogiche del breve e brevissimo periodo. Ciò si riflette pesantemente su molte decisioni (o non-decisioni) particolarmente importanti e con conseguenze rilevantissime nel lungo periodo: pensiamo all'ambiente (costruzione di grandi opere, valutazione di impatto ambientale, decisioni che implicano autolimitazioni...), alle decisioni su pace e guerra, all'impostazione del sistema educativo e scolastico, alla pianificazione del territorio...: chi decide, dovrebbe spesso - se vuole prendere decisioni sagge e consistenti - pronunciarsi contro gli interessi e le pressioni del breve periodo, ma deve al tempo stesso basarsi su un consenso magari miope, nell'immediato.

Il degrado dell'autorità in demagogia, immagine, effimero, sondaggio, facile popolarità, semplificazione... mette a dura prova le stesse prospettive della democrazia: ne possono derivare ingannevoli miraggi autoritari (videocrazia, deriva plebiscitaria, populismo...), fughe nel privato, perdita di fiducia e di partecipazione, spinte alla delegittimazione di ogni autorità, vista la sua scarsissima consistenza.

Nella ricostruzione di autorità - la domanda sociale che postula questa ricostruzione oggi è alta e profonda - un grande beneficio potrebbe derivare da culture, tradizioni ed esperienze (come ad es. quella benedettina), nelle quali i connotati e l'esercizio di autorità abbiano un fondamento ed una legittimazione meno legata al breve periodo ed a un consenso facile (che si può comperare, che si ottiene con la suggestione demagogica..) e più fortemente radicata nella condivisione riconosciuta di valori e sapienza.

Nella ricerca della riforma della democrazia come oggi la conosciamo, la questione dell'autorità e dell'autolimitazione sociale del "consenso a breve" (ma con effetti distruttivi spesso irrimediabili) dovrà ricevere un'attenzione di primo piano."

Abbazia di Praglia, Bresseo di Teolo (PD), Colli Euganei, tel.049-9901555, fax 9901499 ("Associazione Gaudium et Spes")