pro dialog

Alexander Langer

Lettera aperta: Voglio quel posto a Botteghe Oscure
Care compagne e cari compagni del PDS, in questi giorni, dopo il coraggioso gesto di Achille Occhetto che vi obbliga a ripensare a fondo la politica ed il partito, un comprensibile turbinio si è scatenato intorno a voi.

Permettete anche a me, che non ne avrei particolare titolo, ad interloquire con voi. Sono rimasto colpito dall'intuizione di Ezio Mauro ("La Stampa", 14.6.): è l'ora del Papa straniero, diceva. Ciò non vale solo per il PDS: oggi tutte le curie sono in crisi, la gente si è accorta che troppe volte la corte ha sopraffatto il regno. Un "Papa straniero" - come del resto lo è Silvio Berlusconi e come lo sono Cacciari, Illy e Rutelli - può agire con candore, determinazione e libertà inedite.

E' chiaro a tutti che oggi la sorte del PDS non esaurisce il destino nè della sinistra, nè di quella più larga coalizione popolare che sarebbe necessaria. Ma vi influisce non poco. Ecco perchè credo che la vostra scelta e la stessa definizione della funzione di un nuovo leader del PDS non possano essere puri affari interni.

Una riedizione della coalizione progressista o di altri consimili cartelli non riuscirà a convincere la maggioranza degli italiani a conferirle un incarico di governo. Ci vuole una formazione meno partitica, meno ideologica, meno verticistica e meno targata "di sinistra". Ciò non significa che bisogna correre dietro ai valori ed alle finzioni della maggioranza berlusconiana, anzi. Occorre un forte progetto etico, politico e culturale, senza integralismi ed egemonie, con la costruzione di un programma ed una leadership a partire dal territorio e dai cittadini impegnati, non dai salotti televisivi o dalle stanze dei partiti. Bisogna far intravvedere l'alternativa di una società più equa e più sobria, compatibile con i limiti della biosfera e con la giustizia, anche tra i popoli. Da molte parti si trovano oggi riserve etiche da mobilitare che non devono restare confinate nelle 'chiese', e tantomeno nelle sagrestie di schieramenti ed ideologie. Ma forse bisogna superare l'equivoco del 'progressismo': l'illusione del 'progresso' e dello 'sviluppo' alla fin fine viene assai meglio agitata da Berlusconi.

Per aggregare uno schieramento nuovo e convincente bisognerà saper sciogliere e coagulare, unendo in modo saggio radicalità e moderazione. Bisognerà che la formazione più forte dell'opposizione - il PDS - che raccoglie e troppo spesso sterilizza tanti tra quelli che aspirano ad un mondo più giusto e più solidale, cambi radicalmente se stessa per diventare in modo efficace una forza promotrice di questo processo.

Se oggi vi offro di esaminare - nei modi che riterrete più congrui - una mia candidatura alla vostra guida, non lo faccio per presunzione o brama di una poltrona tutt'altro che comoda, ed in ogni caso chiederei un mandato a tempo determinato. Un gesto rivoluzionario del PDS, quale quello di affidarsi ad una guida "esterna" (non ostile) per cultura e militanza, con la disponibilità ad utilizzarne appieno le potenzialità di rottura e diversa ricomposizione all'interno e verso l'esterno (anzi, forse questi due termini non conserverebbero il loro valore), potrebbe mettere in moto una reazione a catena e restituire a molti tra coloro che oggi si sentono sconfitti e delusi un senso di riscoperta e di nuova motivazione a rimettersi in cammino.

Cordiali saluti, ed auguri di saggezza e coraggio.

Lettera aperta su "Cuore" del 25.6.94. "Certe proposte, proprio per la loro serietà, possono essere fatte solo attraverso dei mezzi d'informazione estremamente seri", aveva aggiunto nella lettera di accompagnamento alla stampa.