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Lettera alle istituzioni - Bolzano: diritti negati, autonomia nella disumanità e irresponsabilità

Oggi numerose associazioni provinciali e nazionali hanno sottoscritto una lettera rivolta alle istituzioni e alle autorità competenti per denunciare le conseguenze della circolare emanata il 27 settembre dalla ripartizione alle Politiche sociali della Provincia di Bolzano sulla situazione dei richiedenti asilo sul territorio provinciale.

Le associazioni firmatarie aderiscono al gruppo informale di cittadini Bozen Accoglie che già a marzo 2016 aveva denunciato attraverso un'altra lettera e diverse dimostrazioni pubbliche la situazione dei 240 richiedenti asilo esclusi dalle strutture preposte all'accoglienza.

Di seguito il testo della lettera del 14 ottobre 2016 con le motivazioni, i destinatari e i firmatari.

A:
Commissariato di Governo per la Provincia di Bolzano
Questura di Bolzano
Presidente della Regione Autonoma Trentino – Alto-Adige / Südtirol
Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano
Comune di Bolzano, c.a. Segretario Generale
Assessore Politiche Sociali, Provincia Autonoma di Bolzano
Ripartizione Sociale, Provincia Autonoma di Bolzano
Asl, Provincia Autonoma di Bolzano
Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Provincia Autonoma di Bolzano
Protezione civile, Provincia Autonoma di Bolzano
Ministero Interno, Dipartimento libertà civili e immigrazione
Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani
Per conoscenza:
UNHCR - CIR – OIM – UNAR


Oggetto BOLZANO: DIRITTI NEGATI, AUTONOMIA NELLA DISUMANITÀ E IRRESPONSABILITÀ


Associazioni e cittadin*, riunit* sotto la sigla “Bozen Accoglie”, continuano a manifestare il proprio dissenso in relazione alle scelte disumane ed illegali di cui si è resa responsabile la Provincia di Bolzano. A seguito della circolare emanata il 27 settembre da Luca Critelli, capo-ripartizione alle Politiche sociali della Provincia di Bolzano, si attua la stretta - da tempo minacciata - sui diritti delle persone rifugiate e richiedenti asilo: variando i criteri di "vulnerabilità" si operano veri e propri respingimenti e l'unica possibilità di “rifugio” resta la strada.
Se il tasso di civiltà di una comunità si riconosce dal senso di ospitalità, già da tempo Bozen Accoglie denuncia carenze e vuoti nel garantire la dignità delle persone. La Provincia persevera nello scaricare su altri le responsabilità senza riconoscerle, con un atteggiamento irresponsabile, che genera disagio e sofferenza nelle persone, oltre che confusione e gravi carenze ai servizi.
Bozen Accoglie stigmatizza questa decisione repressiva, con la quale si intende, inoltre, avallare un ulteriore distinguo fra migranti, tra quelli “vulnerabili” (le famiglie, in particolare donne e bambini) e non (gli uomini). Quello che colpisce è, tra le altre cose, l'estrema vaghezza e superficialità con cui vengono utilizzati dei concetti giuridici ben precisi, il che rischia di fornire margini di discrezionalità, sconfinanti con l'arbitrio, intollerabili per una società che si autodefinisce “civile”. Ricordiamo a Critelli e all'assessora
Martha Stocker, tra i mandanti “politici” della circolare – la quale aveva affermato, già l'anno scorso, come scelte troppo "morbide" in materia di accoglienza rischino di rappresentare un pericolo in termini di attrazione di flussi "migranti" - che, con il termine “vulnerabili”, nel contesto della protezione internazionale devono intendersi i minori, i minori non accompagnati, i disabili, gli anziani, le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le vittime della tratta di esseri umani, le persone
affette da gravi patologie fisiche o da disturbi mentali, le persone che abbiano subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale, le vittime di mutilazioni genitali (art. 2 lettera “k” della Direttiva 2013/33 dell'Unione Europea).
La tesi alla base della nota, ovvero la presunta facoltà della Provincia di Bolzano di applicare una sorta di divieto alla "scelta mirata" di destinazione da parte dei richiedenti asilo, risulta poi totalmente infondata ed in grave contrasto con le disposizioni vigenti: non sussiste nella normativa italiana (nello specifico il D.Lgs 142/2015) alcun vincolo territoriale (e neppure temporale) nello scegliere dove presentare la domanda di asilo e chiedere la relativa accoglienza, in quanto la domanda può esser presentata alla frontiera o nel territorio nazionale dove il richiedente si trova.
Nel caso di rinvio di un richiedente asilo da altro Stato UE verso l'Italia in attuazione del cosiddetto Regolamento Dublino III vige parimenti l'obbligo dell'accoglienza del richiedente come chiaramente sancito dall'art. 1 comma 3 del D.Lgs 142/2015.
Denunciamo, sulla base di queste circostanze, ancora una volta il totale immobilismo delle istituzioni che lasciano per strada persone sfuggite da condizioni di vita intollerabili e trattano le migrazioni con una logica costantemente emergenziale. Il volontariato attivo e indipendente, in campo
anche stavolta per sopperire alle mancanza della politica e degli enti gestori della cosiddetta “accoglienza” sul territorio provinciale, non può e non intende essere la stampella a sostegno di queste scelte scellerate e criminali.
I nuovi criteri d'accoglienza migranti della Provincia di Bolzano sono illegali, oltre che inumani! Chiediamo a gran voce la convocazione di un tavolo pubblico su questo tema e ribadiamo l'assoluta necessità del ritiro della circolare firmata da Luca Critelli.

ASSOCIAZIONI FIRMATARIE (in ordine alfabetico, provinciali, nazionali):

Associazione Lungomare
Associazione per i popoli minacciati – Gesellschaft für bedrohte Völker
Associazione Porte Aperte – Offene Türen
Associazione Scioglilingua
Associazione Trait d'Union
Biblioteca Culture del Mondo – Bibliothek Kulturen der Welt
Binario 1 – Bahngleis 1
Consulta immigrati del Comune di Bolzano – Gemeindebeirat der Ausländer/-innen von Bozen
Emergency Bolzano Bozen
Enmigrinta - bollettino on- line contro le discriminazioni.
Fondazione Alexander Langer Stiftung
Forum Prevenzione – Forum Prävention (progetto “Streetwork.bz”)
“INCAS” - Associazione Latinoamerica
Organizzazione per un Mondo Solidale – Organisation für eine Solidarische Welt, OEW
Rete dei Diritti dei Senza Voce – Netzwerk der Rechte der Stimmlosen
Unione Sindacale di Base Trentino Alto – Adige, USB
Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, ASGI
Campagna LasciateCIEntrare
Human Rights International, HRI
Laboratorio Connessioni Decoloniali
Progetto Melting Pot Europa

Bolzano, 14.10.2016