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Il Sudtirolo: territorio di accoglienza, di transito e di confine Sguardi sulla situazione attuale da diversi punti di vista Südtirol & Menschen auf der Flucht: Aufnahme-, Transit- und Grenz-Land
2.6.2016

Giugno 18 Juni
Dove - Wo: Centro Trevi, BZ
Orario - Uhrzeit: 16:00 – 19:00

Il Sudtirolo: territorio di accoglienza, di transito e di confine
Sguardi sulla situazione attuale da diversi punti di vista
Südtirol & Menschen auf der Flucht: Aufnahme-, Transit- und Grenz-Land

 

In preparazione alla Giornata Mondiale del Rifugiato
GIUGNO 20 JUNI
In Vorbereitung auf den Weltflüchtlingstag

 

PROGRAMMA


Ore 16:00 - Introduzione e tavola rotonda

Relazione d'apertura: Prof. Paolo Morozzo della Rocca, Comunità di Sant'Egidio

“Dai corridoi umanitari,  per non morire più di speranza, ad un modello familiare di accoglienza e di inclusione”


 Tavolo d’apertura 

 

Ore 17:20 - Tre tavoli tematici di scambio e discussione


1. Le stazioni ferroviarie come luoghi di transito per profughi e luoghi di controllo di polizia: possibilità di assistenza umanitaria e legale, scambio tra la realtà milanese e Bolzano/Brennero


2. La micro-accoglienza in famiglia: buone pratiche e possibilità in Alto Adige di un progetto pilota


3. Il ruolo delle cooperative sociali e modelli di accoglienza: scambio di esperienze


Ore 18:30 - Presentazione dei risultati in plenaria

Aperitivo

Ore 20:00 si svolgerà in occasione della “Notte Bianca dei libri” ed in collaborazione con la libreria UBIK, la presentazione del libro “La frontiera” con l'autore Alessandro Leogrande e il giornalista Gabriele di Luca.

 

Il Sudtirolo e la questione “profughi”: terra di accoglienza, terra di transito, ma anche terra di confine, dove si manifestano le conseguenze della politica europea in materia di asilo e migrazione. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di facilitare uno sguardo su questo fenomeno da diversi punti di vista, da quello delle Istituzioni a quello degli attori del terzo settore e del volontariato. Il fine è quello di facilitare lo scambio tra attori e realtà territoriali diverse per rinforzare la risposta locale a questa sfida e promuovere il lavoro di rete.


L'iniziativa si apre con una relazione di Prof. Paolo Morozzo della Rocca, che condividerà l'esperienza portata avanti dalla Comunità di Sant'Egidio in merito ai corridoi umanitari e all'accoglienza famigliare. Di seguito un tavolo introduttivo, con due rappresentanti istituzionali (livello comunale e provinciale) e alcuni ospiti-relatori presenti nei successivi tavoli di discussione. Successivamente sarà dato lo spazio per approfondire tramite ìtre tavoli paralleli di discussione e scambio le seguenti tematiche, dove saranno presenti rappresentanti locali e ospiti di fuori provincia.

1) Le stazioni ferroviarie come luoghi di transito per profughi e luoghi di controllo di polizia: possibilità di assistenza umanitaria e legale, scambio tra la realtà milanese e Bolzano/Brennero
Dal 2014 le stazioni ferroviarie di Brennero e Bolzano sono diventate luoghi di passaggio per molti profughi diretti verso nord, ma anche luoghi di controllo e di blocco. Secondo il regolamento di Dublino queste persone sono costrette a presentare la richiesta di protezione internazionale nel loro primo paese di arrivo: negato a loro la libertà di movimento. Anche la stazione di Milano - in dimensione molto più elevata - ha affrontato da anni questo fenomeno. Quali sono state le risposte dei rispettivi territori? Quali sono i punti critici, quali le bestpractice, quali le prospettive future?

- Cambio Passo, Milano

- Binario1, Bolzano

- Volontarius, Bolzano

 

2) La micro-accoglienza in famiglia: buone pratiche e possibilità in Alto Adige di un progetto pilota
L'accoglienza dei profughi in famiglia è una forma particolarmente evoluta della micro-accoglienza diffusa. Ha iniziato a svilupparsi, nel contesto italiano, grazie all'impegno di enti di ispirazione cattolica animati dalle esortazioni di Papa Francesco sulla responsabilità all'accoglienza “di ogni parrocchia, monastero, santuario...”.
La questione fondamentale è che l'accoglienza diffusa, fatta di piccoli numeri all'interno delle famiglie, se accompagnata e supportata adeguatamente da operatori qualificati, evita il concentramento di tante persone nei centri di accoglienza. Tale concentramento, sicuramente funzionale alle esigenze di controllo e contenimento, rischia di frantumare e distruggere definitivamente speranze, progetti e soggettività di tante persone che scappano dalle guerre, dalle persecuzioni e dalle ingiustizie.
Molte le esperienze di accoglienza in famiglia sinora realizzate. L'analisi di queste esperienze permetterà di verificare luci e ombre di questo approccio e la possibilità di sperimentazione anche nel territorio sudtirolese.

- relatrice esterna

- AIBI Bolzano

- Fondazione Alexander Langer Stiftung

 

3) Il ruolo delle cooperative sociali e modelli di accoglienza: scambio di esperienze
L'Italia è caratterizzata da un sistema ibrido, che si compone di accoglienza ordinaria e straordinaria, e da modelli e luoghi dell'accoglienza molto divergenti tra di loro. Oltre agli organi statali di competenza, un ruolo centrale è ricoperto dagli “enti gestori” dei centri d'accoglienza, per la maggior parte cooperative sociali, associazioni e altre organizzazioni del Terzo Settore. Anche in questo caso, a livello nazionale esiste un ampio spettro di situazioni e obiettivi perseguiti dagli enti gestori, che vanno dal mero “business” alla creazione di spazi e percorsi di accoglienza finalizzati all'inclusione sociale e integrazione.
Quali sono i principali modelli adottati dagli enti gestori, sia nell'ambito della seconda accoglienza ordinaria della rete SPRAR, sia dell'accoglienza straordinaria dei CAS? Sulla base delle esperienze ad oggi maturate, quali modelli favoriscono l'inserimento dei richiedenti protezione nel tessuto sociale locale? Quali esperienze e prospettive di micro-accoglienza diffusa sono ipotizzabili sul territorio provinciale?

- Giulia Galera, ricercatrice presso EURICSE - European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises - Trento

- Alessia Fellin, Caritas Bolzano

- Andrea Tremolada, Volontarius Bolzano

 

In conclusione si farà una restituzione in plenaria degli argomenti discussi nei rispettivi tavoli.