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Bozen accoglie: invito e documentazione della manifestazione
15.3.2016, Fondaz

Il gruppo di cittadini e associazioni riuniti nell'iniziativa "Bozen accoglie" ha promosso la stesura di una lettera rivolta alle istituzioni locali e nazionali per sollecitare la soluzione della situazione dei richiedenti asilo presenti nel territorio della provincia di Bolzano. Da mesi, vi sono 240 persone che pur avendo fatto domanda di protezione presso la Questura, non accedono ad alcuna misura di accoglienza alla quale avrebbero diritto.

Leggi la lettera, le istituzioni riceventi e le associazioni firmatarie

L'invio della lettera sarà accompagnata da un'iniziativa pubblica di sensibilizzazione che si terrà questo sabato, 12.03.2016 in piazza municipio, ore 12:30, con focus particolare sulla situazione problematica dei richiedenti protezione internazionale che da mesi permangono su una "lista di attesa" e di fatto esclusi dal diritto prescritto dalla normativa vigente di essere accolti in strutture per richiedenti protezione internazionale.

qui trovate l'evento su facebook

 https://www.facebook.com/events/457819044409680/

Die Initiative "Bozen accoglie" organisiert diesen Samstag, 12.03.2016 eine Sensibilisierungsveranstaltung am Rathausplatz um 12.30 Uhr. mit Besonderem Fokus auf die Situation der Asylbewerber auf der "Warteliste", welche in der Provinz Bozen seit Monaten von der Aufnahme in ein Zentrum für Asylbewerber ausgeschlossen sind und grossteils auf der Strasse sind.

 

  

 

Testo del volantino dell'evento IT/DE

In questo periodo in cui molti flussi migratori si dirigono verso l’Europa, essa continua a rispondere con muri e barriere. A Calais, in Francia, in questi giorni è stato sgomberato con lacrimogeni e idranti un grosso accampamento di migranti, bloccati al confine. Allo stesso modo a Idomeni in Grecia, i migranti hanno forzato il confine con la Macedonia ma sono stati brutalmente respinti dalla polizia. Ritroviamo questo atteggiamento in tutta Europa, che chiude i propri confini, sia via mare che via terra, incurante della sorte di chi fugge da guerra e povertá.
Questo accadrá tra poco anche al Brennero, dopo la recente chiusura anche del confine austro-sloveno. Il fatto che l’Austria chiuda i propri confini creerá inevitabilmente un effetto domino che porterá prima o dopo tutti i Paesi sulla rotta balcanica a chiudere le proprie frontiere, spaventati dalla possibilitá di dover accogliere i migranti bloccati sul proprio territorio.

Questo inoltre comporterá ovviamente un aumento dei migranti nella nostra Provincia, che giá ha deciso di non gestire la presenza odierna di richiedenti protezione internazionale.
A Bolzano infatti vi sono 240 persone che pur avendo fatto domanda di protezione presso la Questura, non accedono ad alcuna misura di accoglienza alla quale avrebbero diritto. Queste persone hanno cominciato ad arrivare nel maggio 2015, aumentando di numero progressivamente, e soltanto dal 23 dicembre possono dormire presso le strutture di ’’Emergenza freddo’’ (allestite solo per il periodo invernale per i senza fissa dimora e non per i migranti). Inoltre essi ricevono solo un pasto caldo al giorno, invece dei due garantiti per legge. Durante il giorno non hanno a disposizione nessun luogo dove stare e nessuna attivitá da intraprendere.
Al momento la Provincia, che se ne dovrebbe occupare, finge di non vedere la situazione e non accenna a muoversi per cambiare qualcosa. Ricordiamo che i numeri delle persone accolte in strutture locali non superano minimamente quelli previsti per la nostra provincia a livello nazionale. Non vi è infatti al momento nessuna situazione di emergenza.

Per questo scendiamo e scenderemo in piazza, finché non sará garantita a tutti una permanenza dignitosa. In particolare esigiamo da subito che siano garantiti due pasti caldi al giorno, l’accesso ai servizi di igiene personale e un posto al riparo di giorno e di notte per tutti e tutte.
Allo stesso modo segnaliamo la decisione di chiudere il confine come incivile, e fin da subito ci impegniamo a monitorare la situazione e ove possibile a combattere per la libertá di movimento di tutti e di tutte.

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In dieser Zeit der großen Migrationströme, die Richtung Europa führen, antwortet Europa weiterhin mit Mauer und Zäune. In Calais, in Frankreich, wurde in diesen Tagen mit Tränengas und Wasserwerfern ein großes Flüchtlingslager geräumt. In der gleichen Art haben Flüchtlinge versucht in Idomeni in Griechenland die Grenze zu Mazedonien zu durchbrechen und wurden auf brutalste Weise von der Polizei zurückgewiesen. Diese Einstellung finden wir überall in Europa, das jetzt die Grenzen dichtmacht, sei es an den Meeresgrenzen als auch an den Landgrenzen, ungeachtet des Schicksals derer die vor Krieg und Armut flüchten. Dies wird bald auch am Brenner passieren, nach der neuerlichen Schließung der österreichisch-slowenische n Grenzen. Die Tatsache, dass Österreich die eigenen Grenzen dichtmacht, wird unweigerlich einen Dominoeffekt schaffen und früher oder später zu einer Schließung aller Grenzen auf der Balkanroute führen, da diese Länder verschreckt sind davor, alle blockierten Flüchtlinge auf ihrem Territorium aufnehmen zu müssen.

Dies wird unweigerlich zu einer Zunahme von Flüchtlingen in unserer Provinz führen; doch bereits jetzt hat sich die Provinz dazu entschlossen, die Aufnahme von Menschen, welchen internationalen Schutz genießen, nicht zu verwalten. In Bozen gibt es bereits jetzt 240 Personen, die, obwohl sie bereits Antrag auf Schutz bei der Quästur eingebracht haben, keinen Zugang zu irgendwelchen Aufnahmevorrichtungen haben.
Ab Mai 2015 kamen immer mehr solcher Personen hier an, und erst seit dem 23. Dezember können sie in den Strukturen des „Emergenza freddo“ übernachten. (diese Strukur ist nur für die Winterszeit geschaffen und nur für Obdachlose, nicht jedoch für Migranten). Außerdem erhalten sie nur eine warme Mahlzeit am Tage, im Gegensatz zu den per Gesetz vorgesehenen zwei Mahlzeiten am Tag. Während des Tages haben sie keinen Platz zur Verfügung, wo sie sich aufhalten könnten und keine Beschäftigung, die sie ergreifen könnten. Im Moment täuscht die Provinz vor, diese Situation nicht zu sehen und macht keine Anzeichen, sich dahingehend zu bewegen und etwas zu ändern. Wir wollen daran erinnern, dass die Zahl der aufgenommenen Personen in den lokalen Strukturen die für unsere Provinz vorgesehenen nicht um das mindeste überschreitet.

Deshalb gehen wir auf die Straße und werden auf die Straße gehen, bis nicht für jeden ein würdiger Aufenthalt garantiert ist. Besonders fordern wir, dass ab sofort zwei warme Mahlzeiten am Tag garantiert sind, der Zutritt zu den sanitären Anlagen und eine schützende Zuflucht für alle für jeden Tag und jede Nacht. Gleichzeitig weisen wir daraufhin, dass die Schließung der Grenzen am Brenner unmenschlich ist, und bereits jetzt verpflichten wir uns, die Situation zu überwachen und wenn möglich, für die Reise- und Bewegungsfreiheit für alle zu kämpfen.

PS.

  Qui un articolo e un video sulla giornata:
“Quelle voci inascoltate”, SaltoBZ
“Bolzano, i cittadini offrono un pranzo ai 240 rifugiati”, Alto Adige (nel titolo e nella didascalia del video ci sono alcuni errori: i richiedenti asilo non sono irregolari e hanno diritto per legge all'accoglienza)

Lettera_Accesso_alle_misure_d_accoglienza_per_i_richiedenti_protezione_internazionale_presenti_nel_territorio_di_Bolzano_10.3.2015-4.pdf (93 KB)