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Adopt Srebrenica - Settimana Internazionale 2011 - Voci da Srebrenica - le interviste di Francesco Gasparetto (Radio Base), con Beatrice Barzaghi e Federico Zappini, ai ragazzi di Srebrenica

Viaggio in Bosnia. V° puntata: Voci da Srebrenica

ascolta le interviste su radio base

leggi i primi racconti nella sezione Adopt Srebrenica del sito

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Un progetto: Adopt Srebrenica, che nasce, come un’araba Fenice, sulle macerie di quel che resta di un genocidio per cercare di riappropriarsi e rilanciare una convivenza di cui a Srebrenica, ma spesso non solo laggiù, si sente la mancanza. Ma non esisterebbe nessun progetto se non fosse per loro, i nostri compagni di viaggio: i ragazzi di Srebrenica, Tuzla e più in generale della Bosnia-Erzegovina  che sono l’anima di questa “follia” di un progetto normale, ma che diventa davvero speciale se a portarla avanti sono quei ragazzi figli, vittime della guerra degli anni ’90, da qualunque parti li si guardi.

Noi, ragazzi provenienti dall’Italia, paese che fa parte di quella comunità internazionale che di Srebrenica se n’è lavata le mani, arrivati a Srebrenica forse anche pensando di portare progetti, idee e di trovare risposte alle nostre domande, ce ne siamo tornati a casa con ancora più domande di quando siamo partiti. Questa terra porta con sé interrogativi che difficilmente possono essere spiegati a parole, che difficilmente qualcuno riesce a risolverci. Sono interrogativi che, come i punti che li compongono, restano sospesi in quella specie di nebbia che cela il rancore di chi ancora gira con dei conti in tasca, con il non risolto dei propri conflitti.

In compenso oltre alle domande, oltre ai paesaggi, ci siamo portati a casa anche le loro storie e, soprattutto, la loro preziosissima amicizia. Questi sono ragazzi normali, ma che acquisiscono il ruolo di eroi (come li ha definiti Irfanka Pasagic) e che, ameno visti da qui, ci fanno sperare in un futuro per questa meravigliosa terra, Srebrenica e il mondo intero. Sono costruttori di pace silenziosi e forse inconsapevoli, imbarazzati da quell’appellativo “eroi”. Sono ragazzi a cui piace ballare, studiare, divertirsi, che vogliono riappropriarsi di una vita spezzata, vogliono ricomporne i pezzi e guardare in faccia il futuro, senza più dover chiedere a nessuno la sua nazionalità, la religione, il gruppo etnico.

Ma prima di andarveli a presentare uno ad uno, abbiamo pensato di farvi sentire dalle loro voci la risposta alla stessa domanda: “come ti vedi e come vedi Srebrenica tra cinque anni? Se potessi disegnare un’immagine cosa ti viene in mente?”, ecco le risposte di Amra, Mediha, Valentina, Zarko, Jelena, Senad, Muhamed …

Interviste a cura di Francesco Gasparetto, con la collaborazione di Beatrice Barzaghi, Federico Zappini e la traduzione di Andrea Rizza