pro dialog

Adopt Srebrenica

Invito: Città adriatiche tra memoria e transizione - Pescara 13-14 maggio 2009

 

Fin dall’inizio, nel 2007, il Comune di Pescara e l'Associazione abruzzese MILAdonnambiente, quindi la Cooperazione Internazionale Regione Abruzzo e l’AICCRE regionale, aderiscono al Progetto "Adopt Srebrenica" coordinato dall'Associazione bosniaca Tuzlanska Amica e dalla Fondazione Alexander Langer.

Obiettivo del progetto è quello di riportare l'attenzione internazionale sulle sorti della popolazione di Srebrenica, la città simbolo della guerra balcanica, contribuendo alla nascita di un processo di riconciliazione dopo il genocidio del 1995.

Nell'ambito dei numerosi scambi avviati tra l'Abruzzo e la Bosnia Erzegovina, in particolare Srebrenica, si svolgerà anche l'iniziativa

 

Città adriatiche tra memoria e transizione

Guardando verso sud

Pescara, 13 - 14 maggio 2009

 

Organizzano la Città di Pescara e la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università degli Studi G. D'annunzio di Chieti e Pescara

 

Il programma

MERCOLEDI’ 13 MAGGIO

Ore 9.30 - Aula “P. De Tommaso” - Facoltà di Lingue e Letterature straniere - Viale Pindaro, 42 – Pescara.

 

Saluti

Bernardo Razzotti Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere.

Camillo D’Angelo Vice sindaco della Città di Pescara.

Adrian Cela Vice sindaco della Città di Durazzo.

Massimo Luciani Presidente AICCRE Abruzzo.

Stefano Trinchese Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e Direttore del “Centro per la Storia dell'Adriatico. Culture, lingue, rotte mediterranee”.


Ore 10.30

Presiede: Maria Rita Leto - Università “G. d’Annunzio”.

Sonja Roić (Università di Zagabria) - I volti letterari di Pola/Pula.

Mirka Zogović (Università di Belgrado) - La città di Ragusa/Dubrovnik vista dagli italiani eruditi: un’immagine dell’altro e non troppo dissimile.

 

Pausa Caffè

 

Janja Jerkov (Università di Roma) - Essere dell’altra sponda: le città adriatiche tra diversità e alterità.

Giacomo Scotti (Scrittore) Bari strizza l’occhio a Est.

 

Ore 15.00

Presiede: Carlo Pozzi - Università “G. d’Annunzio”.

Piero Rovigatti (Università “G. d’Annunzio”) - Progetto WB per la formazione dei piani regolatori in Albania (Valona, Durazzo, Scutari, Kamez).

Fatos Lubonja (Giornalista e scrittore) – Transizione come distruzione.

 

Ore 16.30

Presiede: Palmina Romano - Comune di Pescara.

Snežana Milinković (Università di Belgrado) - Il racconto popolare serbo-montenegrino tra la città e la campagna.

Nedjeljka Balić-Nižić (Università di Zara) - Zara allo specchio della propria stampa all’inizio del Novecento.

 

 

GIOVEDI’ 14 MAGGIO

 

Ore 9.00 Cinema Teatro Massimo

Proiezione del film Verso est (2008) di Laura Angiulli.

Saranno presenti:

Paola Marchegiani Assessore alla Cultura del Comune di Pescara.

Edvige Ricci Associazione Miladonnambiente – Progetto “Adopt Srebrenica”

Laura Angiulli Regista del film Verso est.

 

Ore 12.30 Sala Giunta di Palazzo di Città - Pescara

Consegna della targa della Città di Tuzla al Comune di Pescara e della targa della Città di Pescara alla regista Laura Angiulli.

 

Il convegno del 13 maggio si svolge nel quadro delle relazioni culturali previste dalla convenzione tra l'Università “G. d'Annunzio” e l'Università di Zagabria e da quella tra l'Università “G. d'Annunzio” e l'Università di Belgrado, attive rispettivamente dal 2006 e dal 2008.

 

Note sulla proiezione del 14 maggio:

VERSO EST (2008 – Durata 70 minuti)

Sarajevo, Mostar e Srebrenica sono tre città bosniache diverse e significative, nelle quali Laura Angiulli conduce lo spettatore in un viaggio che attraversa non solo lo spazio ma anche il tempo, con salti nel passato e ritorni al presente. La capitale Sarajevo, la seconda Gerusalemme, come la definisce Dževad Karahasan, per la compresenza in uno spazio ristretto dei fedeli di tutte e quattro le religioni monoteistiche, è oggi una città piena di contraddizioni, ma ancora un crocevia di culture che la rende straordinariamente vitale e affascinante. Mostar, il cui vecchio ponte, bombardato il 9 novembre del 1993, è diventato il simbolo della distruzione di una convivenza secolare e oggi, benché ricostruito sembra non riuscire a saldare le ali periferiche della città, tuttora divisa, con i croati da una parte e i musulmani dall’altra. E infine Srebrenica, la città del dolore, la città delle sole, senza più figli né mariti. L’undici luglio di ogni anno celebra la cerimonia dell’inumazione dei corpi che continuano a essere rinvenuti nelle campagne, e che si sommano agli 8.372 già riconosciuti. La regista ha colto il lato umano della ricostruzione e, attraverso immagini silenziose e riflessive, ha raccontato la crudeltà della guerra e la difficoltà dei sopravvissuti a ricominciare a vivere e a progettare un futuro. Nella composta e altera capacità di assunzione del lutto, la protagonista del film, Hatidža Mehmedović, che nel genocidio di Srebrenica del 1995 ha perso i due figli, il marito, i fratelli e il padre, diventa il tramite attraverso cui il carico emotivo dell’intera vicenda può essere trasmesso e comunicato agli spettatori.

Verso Est, del 2008, ha partecipato a numerosi festival e manifestazioni internazionali.